Previous Page  66 / 100 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 66 / 100 Next Page
Page Background

66

D A S E S S A N T ’ A N N I È I L C A P P E L L A N O D E I P I L O T I , P E R G L I A M I C I È D O N R U S P A

DON S ERG I O MANTOVAN I ,

P I L OTA MANCATO

dicendomi che se fossi finito dentro mi avrebbe fatto avere

tutti i giorni colazione, pranzo e cena serviti su una Ferrari».

Nel 1987 Don Sergio realizza la “Casa della Gioia e del Sole”

per ospitare anziani non autosufficienti. Qui spende gli ultimi

anni della sua vita Gigi Villoresi. Quando Giulio De Angelis

fù rapito per cinque mesi nel 1988 (due anni dopo la morte

del figlio Elio al Paul Ricard) Don Sergio fù parte attiva nella

mediazione per il suo rilascio, e per tre giorni si sostituì a lui

nelle mani dei rapitori in attesa del pagamento. L’imprendi-

tore si sdebitò finanziando la costruzione della palestra par-

rocchiale. Da quasi sessant’anni Don Sergio celebra la messa

prima del G.P. di Monza; andava anche a Imola e non manca

mai una visita al G.P. di Monaco per trovare De Angelis. Don

Sergio, che fisicamente ricorda un po’ il Don Camillo di Fer-

nandel, ha provato delle auto da corsa negli anni ’50 e ’60.

Nel 1984 stava per correre veramente, ma i suoi parrocchiani

glielo impedirono…

di Andrea Cittadini - Foto Mario Chiarappa

M

onsignor Sergio Mantovani nasce a Modena il 27 aprile

del 1927 e nel mondo dei motori è un’istituzione. Ordi-

nato sacerdote nel 1953, inizia a frequentare la Maserati

come cappellano facendosi apprezzare dagli operai, anche

da quelli non credenti. Segue il reparto corse in numerose

trasferte, diventa amico di Jean Behra e Juan Manuel Fangio,

Stirling Moss, e di tanti altri: è il cappellano dei piloti. Nel

1959 viene nominato Parroco di S. Caterina, a un centinaio di

metri dalla Maserati. Nel 1961 alla presenza di Behra, Fangio,

Trintignant, Moss, Von Trips, Adolfo e Omer Orsi proprietari

della Maserati, e del Conte Volpi di Misurata titolare della

Scuderia Serenissima, viene inaugurato un asilo che ospita

ancor oggi numerosi cimeli. Nel 1971 viene eretta l’Ara dei Pi-

loti, momumento dedicato alla loro memoria. Nel 1978 costru-

isce la nuova chiesa demolendo quella vecchia pericolante

senza autorizzazioni. Per questo è condannato a 10 mesi e 10

giorni di carcere con la condizionale e diventa “Don Ruspa”.

«Quel giorno Enzo Ferrari mi telefonò - ricorda Don Sergio -

I l Pe r s o n a g g i o