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C

reata nel 1978, l’Écurie Pernod ri-

esce a riunire sotto i propri colori

i migliori piloti francesi sponso-

rizzandoli tutti, senza per questo

inserirli in un unico team. L’impegno

di Pernod nelle due ruote non si limi-

ta alla velocità, ma abbraccia anche il

fuoristrada. Citiamo Thierry Michaud

nel trial o Hubert Auriol e Martine de

Cortanze alla Dakar, per arrivare fino

al motocross con Brad Lackey, ma in

questo caso si tratta di un’eccezione,

dato che il pilota è americano e non

francese.

Nella velocità i piloti della scuderia

corrono nelle classi 125, 250, 350 e 500,

solitamente con mezzi Motobecane,

Yamaha, Bimota, Suzuki e rispondono

ai nomi di Michel Rougerie, Olivier

Chevallier, Patrick Fernandez, Roger

Sibille, Thierry Espié, Guy Bertin, Chri-

stian Estrosi, Eric Saul e in seguito an-

che Jacques Bolle, François Baldé,

Jacky Onda. Il logo Pernod, azienda

produttrice del celebre liquore all’ani-

ce facente parte del gruppo Pernod-

Ricard (nato nel 1975 dalla fusione del-

le due società) sta al motomondiale

come quelli Elf o Gitanes all’automobi-

lismo: ovvero marchi che sostengono

giovani talenti francesi fino a farli di-

ventare campioni. Dopo Pernod, solo

Sonauto e Gauloises sapranno ripe-

tere un’esperienza analoga. Nel 1980

Pernod decide di diventare costrutto-

re con un proprio team, realizzando da

zero una moto interamente francese,

telaio e motore inclusi. Un progetto

molto ambizioso e stimolante. Si sce-

B R E V E S T O R I A D E L L A S C U D E R I A F R A N C E S E C H E H A C O R S O N E G L I A N N I ' 8 0

di Andrea Cittadini

P E RNO D , DA L L I Q U O R E A L L E C O R S E

H I STO I RE

MOTO

glie la classe 250 perché meno costosa

della 500, ma ugualmente ben esposta

mediaticamente, inoltre è quella più

frequentata dai piloti francesi.

Bernard Cambournac, direttore gene-

rale della società Pernod incarica nel

marzo 1980 Jean Bidalot (fino ad allora

alla Motobecane in 125) di realizzare

la moto, che sarà pronta in dieci mesi

e presentata il 19 febbraio 1981 nella

accattivante livrea gialla e azzurra. In

quell’occasione Cambournac dichiara

che “In Francia, creatività, immagina-

zione, volontà, intraprendenza, sono

sempre vivi e noi possiamo se lo vo-

gliamo, essere perfettamente compe-

titivi con tutti gli altri marchi stranieri.

In sintesi, e non sono certo io il primo

a dirlo, la parola impossibile non esi-

ste per i francesi”. Bernard Livry è il

dirigente Perond delegato a seguire il

progetto.

La sede del team è a Creteil, periferia

di Parigi, dove ha sede la “Pernode-

rie”, il quartier generale Pernod, im-

presa che a cavallo degli anni settanta

e ottanta è lagata allo sport e ha tra le

proprie fila nell’ufficio pubbliche rela-

zioni, due miti del rugby come Jean-

Pierre Rives e Serge Blanco.

Il marchio Ricard è invece marsigliese,

e vedremo che il futuro del team sarà

sempre più legato al sud, alla Proven-

za, al Var, alla Costa Azzurra, con la

sponsorizzazione della città di Nizza,

da dove provengono Estrosi e Onda

- concessionario Yamaha - mentre Bal-

dé è di Hyeres. Inoltre c’è la vicinanza

al circuito creato da Paul Ricard a Le

Castellet nell’aprile 1970, e pare che l’i-

dea di entrare nel motomondiale con

il logo Pernod sia nata proprio dalla

passione di Paul Ricard, convinto dal

pilota Olivier Chevallier.

Dal debutto di Assen nel giugno 1981,

l’avventura della Pernod si conclu-

derà nel 1985, con una moto tecnica-

mente diversa, visto che la mancanza

di ricambi obbligherà ad adottare un

motore Yamaha e un telaio dello spe-

cialista Alain Chevallier. Nel frattempo

dal 1983 Bidalot ha lasciato la squa-

dra e Christian Estrosi ricopre il dop-

pio ruolo di pilota e team manager.

Viene finalmente ottenuta una vittoria

nel 1983 in Gran Bretagna da Jacques

Bolle, che si ripete ad Albi nel campio-