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KERB 1.14

cola di Mareuil sur Lay, produttrice di 1.300.000 bottiglie all’anno. Ad acco-

glierci c’è il proprietario Jean Mourat, e il primo colpo d’occhio lascia subi-

to il segno. La sede abbina modernità e tradizione. Accanto alla prima

cascina ristrutturata dove nacque l’azienda, sorgono i nuovi locali high-tech

che nascondono una cave a dir poco originale. Il vino infatti riposa in botti

di forma ovale, fatte di cemento di argilla, che traspirano e lasciano quindi

respirare anche il vino. Riproducono i dolia romani, anfore di terracotta lar-

ghe e alte un metro e mezzo, che venivano usate per i trasporti marittimi.

Nel processo di fermentazione il vino gira all’interno di queste uova di ar-

gilla da 3000 litri, lasciando i sedimenti naturali in sospensione. Si è scelto di

non avere solo le classiche botti di legno in questa fase, per non “barriqa-

re” troppo il vino modificandone il sapore. Qui viene invecchiato il St. An-

dré bianco, apice d’eccellenza della Casa. Le Clos Saint-André (vitigno

Chenin) è stato prima di tutto un sogno: ricominciare da un foglio bianco su

un terroir storico, una volta di proprietà della famiglia Taittinger, poi com-

pletamente abbandonato sotto uno spesso strato di rovi e ginestre dal

1968, come ci racconta l’affabile proprietario. L’appellazione è Fief

Vendéens Mareuil. Il paesaggio qui volge già verso sud, verso il Massiccio

Armoricano. E’ una terra di Chenin, Pinot Nero, Cabernet Franc, Négrette e

Cabernet Sauvignon biologici. Quattro linee di prodotto (oltre a Moulin

Blanc) vinificate secondo la tradizione dei Mourat, vandeani doc e vignaio-

li dal 1880. Il Château Marie du Fou è la loro proprietà familiare; una “signo-

ria” di 122 ettari che ha vissuto tutte le peripezie della storia di Francia. Pro-

prio nella cantina delle botti d’argilla abbiamo portato la Maserati

GranTurismo MC Stradale, per foto uniche al mondo, spettacolari ed emo-

zionanti, ma purtroppo il tempo passa alla velocità della luce. E’ ora di rien-

trare alla Concessionaria Trident-Autosport, nostro quartier generale duran-

te questo viaggio sulla costa atlantica. La GranTurismo è passata

agevolmente da un contesto velocistico in pista, al ruolo di primadonna

sotto le luci soffuse di Casa Mourat. Una gran dama in nero: inafferrabile di

giorno, sensuale a lume di candela la sera. Agile e pratica anche nel traffico

in città, da usare con cambio in modalità automatica, e i suoi cinque metri

non sono d’impaccio. Certo non passa inascoltato il rombo. Chi preferisce

un sound più tenue ai bassi regimi e un design senza estrattore posteriore

da corsa, ma ugualmente filante, può indirizzarsi sulla Maserati GranTurismo

Sport, allestimento intermedio tra questa MC Stradale e la versione base. In

principio eravamo scettici su questa nuova applicazione della MC Stradale.

Pensavamo dovesse essere solo dura e pura: versione omologata della

macchina da gara che anima il Trofeo Maserati, con due posti secchi e roll-

bar. Forse dimenticando che il gentleman granturismo vuole sì la sportività,

magari anche estrema in certi frangenti, ma di pari passo con la comodità,

per portarsi in giro anche moglie e figli, non solo l’amico o il meccanico fi-

dato, complici nelle giornate di prove libere in autodromo. Ecco allora che

riflettendo, l’istantanea dell’auto dura e pura svanisce dall’immaginario col-

lettivo. E’ più correlata ad altri marchi di supercar estreme. D’altronde anche

la bellissima GranSport MC Victory aveva due posti dietro. Questa MC Stra-

dale ha poi 10 CV in più rispetto alla precedente. Entrando nei dettagli, il

nuovissimo cofano in fibra di carbonio non solo assicura la deportanza alle

alte velocità e un migliore raffreddamento grazie alle prese d’aria, ma ha

permesso al veicolo di conservare quasi lo stesso peso a secco della pre-

cedente due posti (1700 kg.). La GranTurismo MC Stradale utilizza il più po-

tente V8 4,7 litri da 460 CV abbinato al cambio elettroattuato “MC Race

Shift” a sei marce con schema transaxle, per una velocità massima di 303

km/h. La trasmissione permette di scegliere tra le modalità Automatic, Sport

e Race, ognuna delle quali migliora progressivamente la risposta dell’acce-

leratore, il suono dello scarico e i sistemi di controllo antislittamento. Noi

troviamo che il discorso del volere il rumore sia ormai una “sega mentale”

di retroguardia e che una supersportiva possa anche essere meno invasiva

e più silenziosa. Il mondo cambia, e a volte si evolve, anche se non sempre

… De gustibus non disputandum est. L’assetto è ribassato di 10 mm all’ante-

riore e di 12 mm al posteriore rispetto alla GranTurismo Sport. L’auto è stata

sviluppata progressiva, equilibrata e divertente per tutti i guidatori. I quat-

tro freni a disco sono carbo-ceramici. I sedili anteriori possono essere in fi-

bra di carbonio (optional). In linea con la maggiore aggressività degli inter-

ni, le palette del cambio sono più lunghe rispetto al solito, per facilitare i

passagi di marcia nelle situazioni di guida più impegnative. La pedaliera è

quella classica racing in alluminio. Un’auto di forte temperamento, da assa-

porare lentamente, come un vino d’annata.