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cola di Mareuil sur Lay, produttrice di 1.300.000 bottiglie all’anno. Ad acco-
glierci c’è il proprietario Jean Mourat, e il primo colpo d’occhio lascia subi-
to il segno. La sede abbina modernità e tradizione. Accanto alla prima
cascina ristrutturata dove nacque l’azienda, sorgono i nuovi locali high-tech
che nascondono una cave a dir poco originale. Il vino infatti riposa in botti
di forma ovale, fatte di cemento di argilla, che traspirano e lasciano quindi
respirare anche il vino. Riproducono i dolia romani, anfore di terracotta lar-
ghe e alte un metro e mezzo, che venivano usate per i trasporti marittimi.
Nel processo di fermentazione il vino gira all’interno di queste uova di ar-
gilla da 3000 litri, lasciando i sedimenti naturali in sospensione. Si è scelto di
non avere solo le classiche botti di legno in questa fase, per non “barriqa-
re” troppo il vino modificandone il sapore. Qui viene invecchiato il St. An-
dré bianco, apice d’eccellenza della Casa. Le Clos Saint-André (vitigno
Chenin) è stato prima di tutto un sogno: ricominciare da un foglio bianco su
un terroir storico, una volta di proprietà della famiglia Taittinger, poi com-
pletamente abbandonato sotto uno spesso strato di rovi e ginestre dal
1968, come ci racconta l’affabile proprietario. L’appellazione è Fief
Vendéens Mareuil. Il paesaggio qui volge già verso sud, verso il Massiccio
Armoricano. E’ una terra di Chenin, Pinot Nero, Cabernet Franc, Négrette e
Cabernet Sauvignon biologici. Quattro linee di prodotto (oltre a Moulin
Blanc) vinificate secondo la tradizione dei Mourat, vandeani doc e vignaio-
li dal 1880. Il Château Marie du Fou è la loro proprietà familiare; una “signo-
ria” di 122 ettari che ha vissuto tutte le peripezie della storia di Francia. Pro-
prio nella cantina delle botti d’argilla abbiamo portato la Maserati
GranTurismo MC Stradale, per foto uniche al mondo, spettacolari ed emo-
zionanti, ma purtroppo il tempo passa alla velocità della luce. E’ ora di rien-
trare alla Concessionaria Trident-Autosport, nostro quartier generale duran-
te questo viaggio sulla costa atlantica. La GranTurismo è passata
agevolmente da un contesto velocistico in pista, al ruolo di primadonna
sotto le luci soffuse di Casa Mourat. Una gran dama in nero: inafferrabile di
giorno, sensuale a lume di candela la sera. Agile e pratica anche nel traffico
in città, da usare con cambio in modalità automatica, e i suoi cinque metri
non sono d’impaccio. Certo non passa inascoltato il rombo. Chi preferisce
un sound più tenue ai bassi regimi e un design senza estrattore posteriore
da corsa, ma ugualmente filante, può indirizzarsi sulla Maserati GranTurismo
Sport, allestimento intermedio tra questa MC Stradale e la versione base. In
principio eravamo scettici su questa nuova applicazione della MC Stradale.
Pensavamo dovesse essere solo dura e pura: versione omologata della
macchina da gara che anima il Trofeo Maserati, con due posti secchi e roll-
bar. Forse dimenticando che il gentleman granturismo vuole sì la sportività,
magari anche estrema in certi frangenti, ma di pari passo con la comodità,
per portarsi in giro anche moglie e figli, non solo l’amico o il meccanico fi-
dato, complici nelle giornate di prove libere in autodromo. Ecco allora che
riflettendo, l’istantanea dell’auto dura e pura svanisce dall’immaginario col-
lettivo. E’ più correlata ad altri marchi di supercar estreme. D’altronde anche
la bellissima GranSport MC Victory aveva due posti dietro. Questa MC Stra-
dale ha poi 10 CV in più rispetto alla precedente. Entrando nei dettagli, il
nuovissimo cofano in fibra di carbonio non solo assicura la deportanza alle
alte velocità e un migliore raffreddamento grazie alle prese d’aria, ma ha
permesso al veicolo di conservare quasi lo stesso peso a secco della pre-
cedente due posti (1700 kg.). La GranTurismo MC Stradale utilizza il più po-
tente V8 4,7 litri da 460 CV abbinato al cambio elettroattuato “MC Race
Shift” a sei marce con schema transaxle, per una velocità massima di 303
km/h. La trasmissione permette di scegliere tra le modalità Automatic, Sport
e Race, ognuna delle quali migliora progressivamente la risposta dell’acce-
leratore, il suono dello scarico e i sistemi di controllo antislittamento. Noi
troviamo che il discorso del volere il rumore sia ormai una “sega mentale”
di retroguardia e che una supersportiva possa anche essere meno invasiva
e più silenziosa. Il mondo cambia, e a volte si evolve, anche se non sempre
… De gustibus non disputandum est. L’assetto è ribassato di 10 mm all’ante-
riore e di 12 mm al posteriore rispetto alla GranTurismo Sport. L’auto è stata
sviluppata progressiva, equilibrata e divertente per tutti i guidatori. I quat-
tro freni a disco sono carbo-ceramici. I sedili anteriori possono essere in fi-
bra di carbonio (optional). In linea con la maggiore aggressività degli inter-
ni, le palette del cambio sono più lunghe rispetto al solito, per facilitare i
passagi di marcia nelle situazioni di guida più impegnative. La pedaliera è
quella classica racing in alluminio. Un’auto di forte temperamento, da assa-
porare lentamente, come un vino d’annata.




