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el maggio 1963 Roland Roy aveva 17 anni e andava al liceo. Inviò al
Colonnello John Simone patron di Maserati France con Jean Thepenier,
i disegni che vedete nella pagina accanto. Se li confrontate con la linea
della Tipo 151/3 (rossa, con il n. 2) sembra evidente che il Colonnello
non fosse rimasto proprio indifferente alle idee di Roy. Il quale aveva previsto
un abitacolo molto stretto in alto per poter posizionare due prese d’aria sopra
i passaruota posteriori; infatti si ricordava che nel 1962 c’erano stati problemi di
degrado e surriscaldamento degli pneumatici. La vettura del 1964 ha un abitacolo
che poi si allarga a livello delle portiere per arrivare a filo delle ruote posteriori.
Il lunotto posteriore usato nei collaudi pre-gara di aprile, è verticale come Roy
aveva immaginato nel suo schizzo. Roy non ha mai saputo se il Colonnello Simone
abbia preso spunto o meno dai suoi disegni e dato input a Modena, ma la somi-
glianza c’è. All’epoca comunque, non rispose alla sua lettera. Roland Roy diven-
terà uno dei designer della Matra che dominò il Mondiale Marche negli anni’70.
La Maserati Tipo 151 è una delle ultime vetture da corsa realizzate a Modena sotto
la proprietà Orsi. Con motore anteriore e il telaio in tubi di acciaio, di sicuro è
meno innovativa della Birdcage. Serviva un’auto estremamente semplice e razio-
nale, visto che il budget e i tempi di progettazione erano ristretti. La coda tronca
sfruttava le teorie aerodinamiche dell’ingegner Kamm. Nel 1962 vennero realizzati
tre esemplari, due bianchi venduti alla Scuderia di Briggs Cunningham (che nel
’62 schierava anche la Jaguar E per Cunningham-Salvadori) e uno al Colonnello
John Simone. Esteticamente l’auto richiamava la 450S Zagato vista alla 24 Ore di Le
Mans del ’57 e inizialmente usò lo stesso motore. Il primo telaio (151.002) venne
aggiornato più volte e ridenominato 151/1, 151/2 e 151/3 nel 1964, quando venne
radicalmente modificato (nella carrozzeria da Piero Drogo), poi ancora 151/4 nel
‘65. La Tipo 151 corse a Le Mans anche nel ’63 e ’64, ma nonostante facesse segnare
velocità record sul rettilineo dell’Hunaudières, mancava di affidabilità. Oggi esiste
un solo esemplare originale, quello n. 151.006 ex-Scuderia Cunningham, mentre
l’altro telaio 151.004 fu “demolito” a Daytona nel ‘63. Quello “francese” sottoposto
alle evoluzioni, fu distrutto durante i test pre-24 Ore di Le Mans 1965, quando morì
Lucky Casner. Esiste una replica costruita nel 1980 usando gli stampi originali della
carrozzeria e un motore simile all’originale, che fu invece montato sulla Tipo 65
spyder portata in gara solo una volta, sulla Sarthe nel 1965, e ancor oggi esistente.
ROLAND ROY E QUELLA MASERATI MADE IN FRANCE…
ABB I AMO TROVATO I D I S E GN I I NE D I T I CH E F ORS E I SP I RARONO LA T I PO 1 5 1 D E L ‘ 64
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Foto Roland Roy, Maserati




