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uidare per 521 chilometri una delle auto più belle al mon-
do, non è cosa da poco. Specialmente quando lo fai su
strade bellissime della Toscana al volante di un icona
come la Porsche 911. Precisamente della nuova 911 Targa
4S, che ci consente di guidare open air per il 50% del
tragitto, autostrada compresa, e in più di poter saggiare subito la sua
maggior sportività e potenza rispetto alla 911 Targa 4. Modello che avre-
mo ugualmente modo di provare nel corso dell’evento italo-svizzero,
organizzato da Porsche Italia con la partecipazione di Porsche Suisse. Le
linee sinuose della vettura sono inconfondibili e senza tempo, un clas-
sico del design, per quella che rappresenta una “pietra miliare” della
storia dell’automobile. Partenza e arrivo presso il Centro Porsche Firenze
Auto In Srl, e la sua collezione di Porsche d’epoca in bella mostra assie-
me alla gamma attuale. La giornata è splendida e viste le caratteristiche
dell’auto è un imperativo aprire subito il tetto vista cielo. La prima meta
del nostro roadbook impostato sul navigatore è San Gimignano, patri-
monio dell’UNESCO, dove le famiglie più in vista facevano a gara per
costruirsi la torre più alta, simbolo di potere e ricchezza. Oggi ne restano
15 delle 72 originarie, la più prominente delle quali risale al 1311 e misura
54 metri. Da San Gimignano, pieghiamo verso la Maremma, destinazione
San Galgano Chiusdino, in piena campagna. Un’ora di strada, traffico
zero, dove possiamo gustare a fondo l’acustica emozionale del sound,
ampliato dal doppio terminale a due tubi di scarico (quindi 4 tubi in to-
tale per la S), oltre ad apprezzare la precisione e la risposta di guida del
volante, dotato di servosterzo elettro-meccanico. A San Galgano ci sono
il ristorante agriturismo e due monumenti d’eccezione (www.sangalga-
no.it, www.sangalgano.org,
www.sangalgano.info). La Cappella/Eremo
di Montesiepi, dove dopo anni di bravate e dissolutezza si ritirò Galga-
no Guidotto “vivendo in solitudine con Dio e la natura”. Custodisce la
spada nella roccia che si vuole infissa dallo stesso San Galgano nel 1180,
per simboleggiare una croce con l’elsa e abbandonare ogni singolar
tenzone. Accanto, si innalza la maestosa Abbazia cistercense del 1218,
oggi senza tetto, superbo esempio di architettura gotica. Visione subli-
me con gli archi acuti che s’innalzano verso il firmamento e tutt’intorno
prati con papaveri in fiore: poppies per i britannici, diventati il simbolo
dei caduti nella I e II Guerra Mondiale. Si riparte alla volta di Castagneto
Carducci, passando per Massa Marittima. Qui visiteremo la residenza pri-
vata del Castello della Gherardesca,
www.castellodicastagneto.it,risa-
lente all’anno Mille o poco più. Ricco di saloni, arredi e cimeli, intreccio
di storia e incanto, ancora parzialmente abitato dalla famiglia, mentre
la rimanente parte è adibita a luogo d’eventi. Posto nel punto più alto
di Castagneto Carducci, guarda il Mar Tirreno e si bea della meravigliosa
vista della Maremma, terra grandiosa. Passiamo per Bolgheri, patria del
Brunello, con le sue strade bianche. Arriviamo a Livorno passando per
il circuito stradale del Montenero, dove Nuvolari trionfò più volte, la cui
lunghezza variava da 20 a 7 e 5 km. Vi si corse dal ’21 al ’39 (dal ’27 la Cop-
pa Ciano), poi nel ’47 e ’53. A Livorno siamo fronte mare, al Grand Hotel
Palazzo e a due passi dal mitico Stadio dell’Ardenza, occasione propizia
per rivedere l’amico Paolo Nassi. Si cena al ristorante dello Yacht Club
Livorno, con vista porto e traghetti, a fianco dell’azzurra torre dei pilo-
ti. Bisognerebbe sfruttare appieno le risorse che ha Livorno. L’indomani
via per la seconda tappa, che attraversa l’Appennino passando per Ca-
stelnuovo di Garfagnana e il Passo delle Radici a 1.529 metri, per arrivare
dopo circa tre ore al tranquillo e piacevole borgo di Cutigliano. Qui si
sosta alla trattoria “da Fagiolino”
(www.dafagiolino.it). In una settantina
di km siamo nuovamente a Firenze, a chiusura della nostra due giorni di
test. La Porsche 911 Targa 4/4S, è allo stesso tempo tradizione e innova-
zione. Deriva dalla 911 Carrera 4 con la carreggiata posteriore più larga,
ed è la macchina d’ispirazione corsaiola che tutti legano al marchio di
Stoccarda nell’immaginario collettivo. Come la leggendaria Targa origi-
nale, il nuovo modello è dotato di roll-bar al posto dei montanti. E’ in
acciaio, rivestito in metallo pressofuso, verniciato in alluminio. Le tre
fenditure laterali e la scritta, ricordano proprio la prima Targa. La capote
in tela cela in realtà al suo interno una struttura rigida in magnesio. Inoltre
il tessuto speciale di rivestimento applicato sotto la capote offre un per-
fetto isolamento termico e acustico per eliminare spifferi e fruscii. Tramite
un pulsante, automaticamente in soli 19 secondi il pannello del tetto si
posiziona sotto il lunotto, nel vano dietro i sedili posteriori. Con il tet-
tuccio chiuso, il lunotto si solleva per accedere al bagagliaio posteriore
che fa il paio col vano davanti. La Porsche 911 Targa venne presentata nel




