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KERB 3.14

G

uidare per 521 chilometri una delle auto più belle al mon-

do, non è cosa da poco. Specialmente quando lo fai su

strade bellissime della Toscana al volante di un icona

come la Porsche 911. Precisamente della nuova 911 Targa

4S, che ci consente di guidare open air per il 50% del

tragitto, autostrada compresa, e in più di poter saggiare subito la sua

maggior sportività e potenza rispetto alla 911 Targa 4. Modello che avre-

mo ugualmente modo di provare nel corso dell’evento italo-svizzero,

organizzato da Porsche Italia con la partecipazione di Porsche Suisse. Le

linee sinuose della vettura sono inconfondibili e senza tempo, un clas-

sico del design, per quella che rappresenta una “pietra miliare” della

storia dell’automobile. Partenza e arrivo presso il Centro Porsche Firenze

Auto In Srl, e la sua collezione di Porsche d’epoca in bella mostra assie-

me alla gamma attuale. La giornata è splendida e viste le caratteristiche

dell’auto è un imperativo aprire subito il tetto vista cielo. La prima meta

del nostro roadbook impostato sul navigatore è San Gimignano, patri-

monio dell’UNESCO, dove le famiglie più in vista facevano a gara per

costruirsi la torre più alta, simbolo di potere e ricchezza. Oggi ne restano

15 delle 72 originarie, la più prominente delle quali risale al 1311 e misura

54 metri. Da San Gimignano, pieghiamo verso la Maremma, destinazione

San Galgano Chiusdino, in piena campagna. Un’ora di strada, traffico

zero, dove possiamo gustare a fondo l’acustica emozionale del sound,

ampliato dal doppio terminale a due tubi di scarico (quindi 4 tubi in to-

tale per la S), oltre ad apprezzare la precisione e la risposta di guida del

volante, dotato di servosterzo elettro-meccanico. A San Galgano ci sono

il ristorante agriturismo e due monumenti d’eccezione (www.sangalga-

no.it, www.sangalgano.org

,

www.sangalgano.info

). La Cappella/Eremo

di Montesiepi, dove dopo anni di bravate e dissolutezza si ritirò Galga-

no Guidotto “vivendo in solitudine con Dio e la natura”. Custodisce la

spada nella roccia che si vuole infissa dallo stesso San Galgano nel 1180,

per simboleggiare una croce con l’elsa e abbandonare ogni singolar

tenzone. Accanto, si innalza la maestosa Abbazia cistercense del 1218,

oggi senza tetto, superbo esempio di architettura gotica. Visione subli-

me con gli archi acuti che s’innalzano verso il firmamento e tutt’intorno

prati con papaveri in fiore: poppies per i britannici, diventati il simbolo

dei caduti nella I e II Guerra Mondiale. Si riparte alla volta di Castagneto

Carducci, passando per Massa Marittima. Qui visiteremo la residenza pri-

vata del Castello della Gherardesca,

www.castellodicastagneto.it,

risa-

lente all’anno Mille o poco più. Ricco di saloni, arredi e cimeli, intreccio

di storia e incanto, ancora parzialmente abitato dalla famiglia, mentre

la rimanente parte è adibita a luogo d’eventi. Posto nel punto più alto

di Castagneto Carducci, guarda il Mar Tirreno e si bea della meravigliosa

vista della Maremma, terra grandiosa. Passiamo per Bolgheri, patria del

Brunello, con le sue strade bianche. Arriviamo a Livorno passando per

il circuito stradale del Montenero, dove Nuvolari trionfò più volte, la cui

lunghezza variava da 20 a 7 e 5 km. Vi si corse dal ’21 al ’39 (dal ’27 la Cop-

pa Ciano), poi nel ’47 e ’53. A Livorno siamo fronte mare, al Grand Hotel

Palazzo e a due passi dal mitico Stadio dell’Ardenza, occasione propizia

per rivedere l’amico Paolo Nassi. Si cena al ristorante dello Yacht Club

Livorno, con vista porto e traghetti, a fianco dell’azzurra torre dei pilo-

ti. Bisognerebbe sfruttare appieno le risorse che ha Livorno. L’indomani

via per la seconda tappa, che attraversa l’Appennino passando per Ca-

stelnuovo di Garfagnana e il Passo delle Radici a 1.529 metri, per arrivare

dopo circa tre ore al tranquillo e piacevole borgo di Cutigliano. Qui si

sosta alla trattoria “da Fagiolino”

(www.dafagiolino.it

). In una settantina

di km siamo nuovamente a Firenze, a chiusura della nostra due giorni di

test. La Porsche 911 Targa 4/4S, è allo stesso tempo tradizione e innova-

zione. Deriva dalla 911 Carrera 4 con la carreggiata posteriore più larga,

ed è la macchina d’ispirazione corsaiola che tutti legano al marchio di

Stoccarda nell’immaginario collettivo. Come la leggendaria Targa origi-

nale, il nuovo modello è dotato di roll-bar al posto dei montanti. E’ in

acciaio, rivestito in metallo pressofuso, verniciato in alluminio. Le tre

fenditure laterali e la scritta, ricordano proprio la prima Targa. La capote

in tela cela in realtà al suo interno una struttura rigida in magnesio. Inoltre

il tessuto speciale di rivestimento applicato sotto la capote offre un per-

fetto isolamento termico e acustico per eliminare spifferi e fruscii. Tramite

un pulsante, automaticamente in soli 19 secondi il pannello del tetto si

posiziona sotto il lunotto, nel vano dietro i sedili posteriori. Con il tet-

tuccio chiuso, il lunotto si solleva per accedere al bagagliaio posteriore

che fa il paio col vano davanti. La Porsche 911 Targa venne presentata nel