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si abitua. Niente da dire: la realizzazione della Mission R, nelle due spe-
cifiche da strada e da pista da me provate, rappresenta un ulteriore step
evolutivo di quello che saranno le super sportive del futuro e ridefinisce
il modo di pensare a come andare veloce e divertirsi con una motoci-
cletta. La versione “commuter” da città, con fari e frecce, è pronta per
essere esposta nello show room più vicino a casa vostra! Io l’ho condot-
ta in piena downtown, a qualche blocco di distanza da Lombard Street,
suscitando l’attenzione dei passanti incuriositi. Visto il livello di attenzio-
ne, forse qualche ordine in più sarà arrivato! Anche i non appassionati,
come le signore intente nello shopping che mi guardavano sorridenti,
erano attratte da questo mezzo. O i turisti appollaiati sui tram storici in
legno. Guidare questa moto in centro città è facile e piacevole. Nessuno
stress nel dover tirare e mollare la frizione ad ogni semaforo! Perché San
Francisco? Perché la baia di San Francisco è la zona più prolifica di azien-
de attive nel settore delle energie alternative a costo zero, applicate ai
trasporti: dalla Tesla a Paolo Alto, alla rivale Zero Motorcycles a sud di
Santa Cruz. Mission deve il suo nome al Mission District, quartiere dove
è nata nel 2007, in un loft/magazzino riconvertito. All’epoca il presidente
era Edward West, uno dei fondatori. Oggi invece, dal 2013, Mission Mo-
torcycles è una nuova società a parte, uno spin-off dell’originaria Mission
Motors, ora autonoma con Presidente Mark Seeger. Mission Motors inve-
ce continua la propria attività tecnologica conto terzi, anche nelle due
ruote e nel racing, visto che quest’anno supporta il Team Mugen intento
a cercare la prima vittoria nel TT Zero per moto elettriche. Dopo diversi
podi, forse il 2014 sarà la volta buona, vista l’assenza della dominatrice
delle ultime edizoni, la MotoCzysz provata su KERB MOTORI n. 2-2013.
Per info:
www.mission-motorcycles.comper le moto e www.ridemission.
com per Mission Motors e la sue soluzioni tecnologiche. Il primo contat-
to con l’azienda lo ebbi a Bonneville nel 2009, grazie al pilota Jeremy
Cleland, intento a battere il record AMA per moto elettriche alla media di
241,497 km/h, mentre in prova era riuscito ad arrivare anche a 161 miglia
orarie. Io stavo ottenendo un altro primato con la Triumph Bonneville del
Team South Bay e avevo notato quella moto. La stavo già seguendo, dal
momento che tre mesi prima aveva ottenuto il 4° posto di categoria nel
TTXGP dell’Isola di Man con Tom Montano. Così invitato da Cleland, ho
visitato l’azienda per la prima volta e ho avuto l’opportunità di provare il
primo prototipo di Mission One, che vedete nelle foto a pagina 76. Era
diversa rispetto alla moto simil GP vista a Bonneville, soprattutto nello
stile, ridisegnato dallo svizzero Yves Behar, fondatore di Fuseproject. Un
design unico, per rimarcare la diversità del mezzo, ma anche dinamica-
mente efficiente, come da me testato attraversando il Golden Gate ver-
so Marin County, Mount Tamalpais, Stinson Beach, the Bay Area, e la
cyber Silicon Valley. Un’opera d’arte e oggetto di eco-design. Quella
forma è stato utilizzata solamente per il prototipo. Poi la linea del model-
lo in produzione è diventata più tradizionale. Oggi Mission Motorcycles
propone due versioni. La Mission RS (che in pratica ora adotta le specifi-
che della R che guidai io) realizzata artiginalmente in serie limitata di 40
pezzi ed equipaggiabile con kit racing GP Package. E la Mission R, ver-
sione base con produzione in serie, disponibile con differenti specifiche
di voltaggio delle batterie. Dal punto di vista tecnico, la RS eroga 163,2
CV e raggiunge la velocità massima di 240 km/h, con un’autonomia di
225 km, che diventano 370 per un uso prettamente cittadino, grazie alle
batterie al litio da 17 kWh. I tempi di ricarica vanno dai 30 minuti a 1 ora e
40 minuti con corrente a 220V. Sulla Mission R il voltaggio delle batterie
è a scelta. Tre le possibilità: 12 kWh, 15 kWh e 17 kWh. Variano di conse-
guenza il peso della moto, che può scendere fino a 223 kg. e i valori di
velocità massima (che scende a 140 mph con 12 kWh) e autonomia: 105 e
170 miglia in città con 12 kWh; 120 e 200 miglia con 15 kWh. I tempi di rica-
rica restano i medesimi; 30 minuti e poi un lasso di tempo che spazia da
1 ora a 1 ora e 40. I prezzi: 58.999 dollari per la Mission RS, 74.999 dollari
per la RS con GP Package. La versione R costa rispettivamente 32.499,
36.499 e 42.499 dollari, a seconda del voltaggio scelto. Vista “l’etichetta
green” del veicolo, i compratori americani hanno una detrazione fiscale
richiedibile in alcuni casi anche dai cittadini stranieri residenti. Con le
proprie creature, Mission Motors e poi Mission Motorcycles hanno volu-
to dimostrare che è possibile non scendere a compromessi se si vuol
cambiare e introdurre qualcosa di realmente nuovo, in grado di iniziare
una vera rivoluzione. Missione compiuta!




