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tipo di Stoccarda fu messo in secondo piano con la Toyota, dietro
all’Audi dominatrice sul Circuito della Sarthe nell’ultimo decen-
nio. Proseguendo col medesimo schema, il messaggio della edi-
zione successiva è diventato “il futuro è in pista”, privilegiando
la novità Nissan GT-R LM, quando già si nutrivano dubbi sulla sua
effettiva capacità di competere: più che il futuro il suo layout a
motore anteriore ricordava il passato. Sottostimata la Porsche 919,
ancora in secondo piano, come la formidabile capacità di vittoria
Audi, prima per la tredicesima volta nel 2014, rappresentata da un
tratto appena visibile. Idem per la marca Campione del Mondo in
carica, la giapponese Toyota, relegata al ruolo di “arredo” sullo
sfondo del manifesto, nemmeno troppo distinguibile. Ora però
sappiamo: la gara è terminata e la classifica ha terribilmente con-
futato e condannato il vecchio poster ad essere appeso al muro,
a futura memoria di una edizione che ricorderemo per molto tem-
po. La realtà è stata ben altra. Fin dalla giornata dei test, Porsche
ha preso le redini del gioco, ha mostrato di essere l’unica capace
di elaborare con successo i dati raccolti in pista e ha conquista-
to un meritato successo, il numero 17 della serie. Anzi, molto di
più, una sonante doppietta rifilata ai danni della Audi più per-
formante del lotto, quella di Fassler-Tréluyer-Lotterer. Un trionfo,
con il bis della conquista del titolo iridato nel WEC. Chapeau. Da
un parterre numeroso e competitivo come quello della catego-
ria LMP2, emerge la debuttante Oreca 05 motorizzata Nissan del
team KCMG, e per la prima volta alla Sarthe sventola la bandiera
di Hong Kong. La cerimonia di premiazione vede un’altra gradita
sorpresa: vince la categoria GTE Am la Ferrari 458 del team russo
SMP Racing (by AF Corse) con Andrea Bertolini sul gradino più
alto del podio: il tri-Campione del Mondo con Maserati realizza
il sogno nel cassetto, vincendo la gara endurance più famosa in
assoluto. Forse mi sono lasciato trasportare dall’energia di una
ventiquattrore, forse la diciassettesima vittoria Porsche in fin dei
conti sarà solo un numero in più sul palmares del costruttore te-
desco, ma in questa edizione abbiamo respirato un’aria inedita,
e ritorniamo a casa con la consapevolezza che abbiamo assistito
a qualcosa di diverso. Al venerdì è pure accaduto un fatto nuovo,
hanno svelato la nuova Ford Gt per il campionato 2016. Chissà
come sarà la prossima affiche? Detto ciò, Le Mans è anche co-
lonna portante del WEC, World Endurance Championship: otto
mesi per otto circuiti, tre continenti, cinque Trofei. Racchiuso nei
numeri, questo potrebbe essere il sunto della stagione 2015 per
il team Porsche Motorsport. La lunga stagione iniziata in aprile
sulle morbide colline del Regno Unito si è rivelata essere una
lotta molto serrata. Confucio l’avrebbe spiegata così: non impor-
ta di che colore è il gatto, l’importante è che acchiappi il topo.
A Stoccarda hanno fatto una vera scorpacciata e quanto c’era di
importante da vincere lo hanno vinto. La 24 ore di Le Mans con
un equipaggio one-off, un immenso Nico Hulkenberg, in vettura
con i giovani Earl Bamber e Nick Tandy; il Mondiale Costruttori
macinando i cugini della Audi, 344 punti contro 264; quello Pilo-
ti con Hartley-Bernhard e la stella Webber. Le corse endurance
coinvolgono da sempre anche le derivate di serie e a Weissach,
sede del reparto corse Porsche, hanno fatto proprio il mantra di
Enzo Ferrari, per il quale le competizioni aiutano a vendere le
vetture stradali. Capito? Con le RSR del team satellite Manthey,
hanno ottenuto altri tre allori: Piloti, Squadre GT Pro e Costrutto-
ri. La graduatoria per i team GTE Am ha visto sempre imporsi il
binomio SMP-Ferrari, di conseguenza i piloti Basov e Shaytar sot-
to la guida di Bertolini si aggiudicano il Trofeo Piloti GTE Am. La
durissima lotta sul filo dei decimi di secondo nella classe LMP2,
si è conclusa all’ultimo duello in Bahrain: Julien Canal, Sam Bird e
l’abile Roman Rusinov vincono con G-Drive Racing il Mondiale di
categoria, proprio davanti ai rivali di KCMG. Nissan sorniona, fe-
steggia comunque: il suo motore ha consentito il doppio succes-
so in categoria LMP2, e chi deve sapere ha capito. Porgete i Tro-
fei per la fotografia. Complimenti a tutti. Sipario. See you soon.
KERB N.14 - 2015/16




