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UNA VOLTA LASCIATO IL TRIDENTE, FONDARONO UN NUOVO MARCHIO VOTATO ALLE COMPETIZIONI

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KERB 4.13

motore 1100 cc. Vinse il Gran Premio di Na-

poli del ‘48, guidata da Gigi Villoresi e ot-

tenne diverse altre vittorie di classe, come

quella con la mitica Ada Pace alla Targa

Florio. Nella versione coupé gareggiò

a Le Mans nel ’53, finendo 18a assoluta

ma vincendo la classe con Damonte e

Dreyfus. Alcuni carrozzieri, ricavarono GT

stradali dalle barchette Osca MT4. Con la

MT4 2.0 a distribuzione desmodronica del-

la Scuderia di Briggs Cunningham, Stirling

Moss e Bill Lloyd vinsero nel 1958 la 12 Ore

di Sebring, il punto più alto mai raggiunto

dalla marca bolognese. Poi i Maserati, or-

mai anziani, cedettero nel 1964 l’attività al

Conte Agusta, che però la chiuse nel 1967.

Tra il ’51 al ’62 alcuni piloti Osca provarono

ai correre in F.1 e F.2 con risultati deluden-

ti. Nel 2001 ci fu un tentativo di ridare vita

alla Osca, e venne presentata la 2500GT

Dromos con motore Subaru, ma non

ebbe seguito, perché non ha senso pen-

sare di voler rilanciare un prodotto italia-

no, usando un propulsore giapponese…

N

el 1937 i fratelli Maserati cedettero

l’omonima azienda al Commendator

Adolfo Orsi, industriale modenese

già attivo in altri settori della meccani-

ca, che ne spostò la sede da Bologna a

Modena. Firmarono però un accordo per

continuare a lavorare per altri dieci anni

all’interno della società, fino al ’47, pro-

prio quando venne presentata la A6 1500.

Fu la prima vettura stradale Maserati ad

essere prodotta in poche unità (61 esem-

plari fino al 1951). La carrozzeria era di Pi-

nin Farina, che realizzò anche due cabrio,

e l’auto venne esposta al Salone di Gine-

vra del ’47. Un esemplare venne succes-

sivamente carrozzato da Zagato nel ’49.

Con la famiglia Orsi, la Maserati visse un

periodo magico, con la conquista del tito-

lo iridato di F.1 da parte di Fangio nel 1957

e l’avviamento della produzione in serie.

In quegli anni esistevano anche le cande-

le Maserati, l’autocarro Maserati M15 Mu-

letto (pure elettrico) e le moto Maserati. I

tre fratelli Maserati Ernesto, Ettore e Bindo

(Alfieri era morto e Mario non era coinvol-

to nell’attività automobilistica) non furono

però protagonisti di questa fase epica,

perché decisero di lasciare il Tridente e

aprire una nuova realtà a San Lazzaro, la

OSCA: Officina Specializzata Costruzioni

Automobili. Tenendo fede al loro credo,

anche quest’azienda si focalizzò sul busi-

ness delle corse, realizzando pochissimi

modelli stradali. L’Auto Galleria Luce di

Nagoya ha ospitato una mostra “sull’altro

marchio” del fratelli Maserati, con esposte

6 vetture: la Maserati A6 1500 Pinin Farina

(1950) a simboleggiare il trait d’union tra

una Casa e l’altra. Poi le Osca: MT4 1100

(1952); MT4 Vignale LM (1952) blu, bellissi-

ma, modello che vinse la sua categoria a

Le Mans nel ’53; MT4 1350 (1955); la sport

S-187 750 (1956); e infine il coupé Osca 1600

GT2 Zagato (1960). Quest’ultima è stata la

prima auto stradale costruita in piccola se-

rie dai fratelli Maserati dopo 14 anni dedi-

cati solo ai modelli da corsa. La più impor-

tante è stata la barchetta MT4 del 1948 con

LARIVINCITADEI MASERATI: OMAGGIOALLAO.S.C.A.

Foto Hiramatsu

MUS E I E CO L L E Z I ON I