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etti di andare nella Terra dei Motori per provare la
nuova Quattroporte 4x4, su un percorso non trop-
po lungo ma significativo, con tratti misti in colli-
na, tante curve, buon uso dei freni e poi la tangenziale
di Modena, per vedere lo spunto che c’è. 108 km, per 2
ore e mezza di tour. Storia di un itinerario che ribattezzia-
mo “Salvarola Express”, lungo le strade dell’eccellenza.
Da Modena, alle Terme della Salvarola, poi Maranello,
Serramazzoni, Castelvetro, Ca’ di Sola, Montale e anco-
ra Modena. Si parte dall’eccellenza produttiva Maserati,
passando per quella espositiva attigua del MEF; poi ci si
immette nel lungo anello d’asfalto che porta alle Terme
della Salvarola e all’omonimo hotel: l’eccellenza dell’ac-
coglienza e del benessere: un’oasi di relax ai confini
con la città, incastonata nel verde, dove stabilire il quar-
tiere generale e ritemprarsi per preparare il prosieguo
del tour. Attenzione, è proprio qui che si svolge il noto
Concours d’Élégance per auto storiche. Sotto la sapien-
te regia di Gabriella Gibertini, è giunto quest’anno alla
sua 15a edizione, dedicata alla maison Bugatti. Un tema
intrigante, da approfondire per bene! Continuiamo il tour
verso l’eccellenza delle automobili Ferrari a Maranello,
per poi salire a Serramazzoni, lungo il vecchio percor-
so di prova dei collaudatori della rossa. In discesa, ecco
Castelvetro, eccellenza medievale con tanto di rocca e
Torre dell’Orologio, affacciata sulla piazza trasformata in
scacchiera; qui troviamo Lorenzo, intento a immortalare
una FF. Poi attraverso Ca’ di Sola eccoci a Montale, dove
riposano Giulio Borsari e Luciano Pavarotti. Infine si torna
a Modena, all’Acetaia Malpighi, nella tenuta che ospita la
sede di rappresentanza. Ci attendono un laghetto con ci-
gni neri e una piscina, dove sdraiarsi e prendere l’aperi-
tivo guardando il tramonto. Oppure degustare il nettare
della casa, ovvero l’oro nero di Modena: l’aceto balsa-
mico tradizionale, quello vero, non le imitazioni da super-
market. Lui, il pregiato liquido, riposa nelle botti che cir-
condano la tenuta, mentre una Ferrari F.1 in bella mostra
ci squadra incuriosita. Fuori, un paio di GT del Cavallino
vegliano tranquille. Un percorso all’insegna dei primi
della classe, dunque, quello del nostro tour. Degno del
Concours d’Élégance che il 15 e 16 marzo prossimi, vedrà
sfilare alcune tra le più belle auto d’epoca da Salvarola
a Modena, e ritorno. E quando di parla di belle auto, per
le Bugatti l’aggettivo è estremamente riduttivo. Quelle
francesine blu, ma anche nere (le più “teatrali”) create da
Ettore Bugatti: italiano di Milano poi naturalizzato oltral-
pe, con fabbrica su suolo tedesco (da sempre conteso
ai francesi, che ne prenderanno definitivo possesso). Le
Bugatti d’antan si stanno preparando per il defilè: sono
pronte a mettersi in mostra e a far “perdere la testa” ai
loro ammiratori. Bugatti ha avuto un recente passato mo-
denese, quando l’imprenditore Romano Artioli comprò il
marchio e aprì un impianto stupendo a Campogalliano,
che diede i natali alla EB110; anche la concept EB11 berlina
di Giugiaro era magnifica, ma non ci fu il tempo di discu-
terne la produzione. Sembrava l’inizio di un fulgido desti-
no e il ritorno ai fasti di un tempo. Invece l’avventura finì
precocemente e la proprietà del brand passò al Gruppo
Volkswagen, che ora lo usa oggi come biglietto da visita
per mostrare la propria grandeur ingegneristica. Dice-
vamo di Ettore, italiano di successo in Francia, fino allo
scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Poi anche lui
ebbe le sue disgrazie. Alla vigilia perdette il figlio Jean,
trentenne, per un incidente stradale mentre era intento a
provare una Tipo 57. Poco dopo morì la moglie. E non è
finita: al termine delle ostilità Bugatti fu accusato di colla-
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