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Alberto II in particolare, è molto sensibile ai temi legati alla produ-

zione di nuovi modelli ecologici ed è stato uno dei primi a viag-

giare con vetture ibride. Ha istituito una Fondazione che porta il

suo nome per la ricerca di soluzioni innovative ai problemi della

biodiversità, dei cambiamenti climatici e della gestione delle risor-

se idriche. Nel settore automotive il più piccolo stato al mondo

vanta un altro primato: quello di avere un proprio costruttore na-

zionale. Si tratta della Montecarlo Automobile, che quest’anno ce-

lebra il proprio 30° anniversario con il lancio commerciale della

MCA/BRC Eco GT 12 cilindri e la presentazione della nuova Rascas-

se: modello supersportivo “entry level” che prende il nome dalla

celebre curva del circuito. Peculiarità delle due auto, il fatto di uti-

lizzare carburanti ecologici, riducendo l’emissione di CO2. Solu-

zione tecnica resa possibile dall’accordo con la BRC di Mariano

Costamagna, azienda leader a livello mondiale nella produzione e

commercializzazione di componenti ed impianti di conversione a

gas metano e GPL. Prima di entrare nei dettagli tecnici, torniamo

però a focalizzarci su Monaco e ripercorriamo brevemente la sto-

ria della Montecarlo Automobile. Infatti non poteva che attecchire

proprio nel Principato, su un terreno così fertile dal punto di vista

motoristico, il sogno del giovane pilota italiano Fulvio Maria Balla-

bio. Cresciuto fin da bambino in mezzo alle auto, grazie a nonno

Silvio che lavorava dal noto carrozziere Castagna, Ballabio inizia a

gareggiare con i kart; dopo trascorsi nel motocross e nei rally,

approda nel Campionato Turismo e alle monoposto in F. Monza.

Segue tutta la trafila che lo porta a debuttare e poi vincere in F.3. In

occasione del GP di Monaco del 1982, disputato al volante di una

Martini-Toyota, nasce il Montecarlo Motorsport. Il dado è tratto,

Ballabio si stabilisce nel Principato e in seguito ne diverrà anche

Console Onorario. Forte di una laurea in ingegneria, pensa a far

progredire la sua carriera di pilota ma fa anche un pensierino alla

realizzazione di una supercar. Nel 1983 debutta nell’Endurance e

passa in F.2, dove ottiene risultati importanti con la AGS, scuderia

francese di Gonfaron a 130km da Montecarlo, andando a punti a

Misano e al Mugello. Si spalancano per lui le porte della F.1 con la

Spirit, che secondo i piani dovrebbe cambiare la sua denomina-

zione in Montecarlo F.1. Le vetture sono rosse e il compagno desi-

gnato di Ballabio è nientemeno che Emerson Fittipaldi, al suo rien-

tro nella massima categoria. Dopo i test in Brasile una serie di

complicazioni non fa però concretizzare il progetto; tra queste, la

morte improvvisa del padre di Ballabio. Se l’uomo soffre, il pilota

invece non demorde e si rituffa in pista in USA: prima con Giampie-

ro “MOMO” Moretti sul Alba-Ford nella serie IMSA, poi in F.Indy,

ancora con Fittipaldi come compagno. Nel frattempo il “sogno

monegasco” procede e Ballabio fa debuttare in F.3000 la Monte-

carlo GP dell’Écurie Monaco, a Imola nel 1986. Continua a correre

assiduamente nel Campionato Mondiale Prototipi e saltuariamen-

te in F.Indy, per poi dedicarsi ai motoscafi Off-shore. Il progetto

della GT stradale intanto va avanti, sotto la direzione dell’ingegner

Carlo Chiti, figura mitica dell’automobilismo mondiale, ex-Ferrari e

Alfa Romeo. Nel 1989, alla vigilia del centenario dell’Automobile

Club Monaco viene presentata la Montecarlo Centenaire, prima

vettura a essere costruita nel Principato, a Fontvieille. E’ anche la

prima GT al mondo ad adottare una scocca in fibra di carbonio ed

è spinta da un 12 cilindri Lamborghini; dopo la coupé, viene costru-

ita la versione targa denominata Beau Rivage. I successivi esem-

plari utilizzeranno il propulsore 12 cilindri biturbo da 750 CV pro-

gettato direttamente da Chiti. A questo proposito, Ballabio e

l’ingegnere toscano fondarono la Montecarlo Engineering Ltd. a

Manchester, “base tecnologica” della Casa esistente tuttora, dato

che l’Inghilterra in quegli anni era la patria del racing moderno. Nel

1993 quest’auto parteciperà alla 24 Ore di Le Mans con il marchio

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MONTECARLO AUTOMOBILE

Il futuro, il presente, la storia, la tecnologia

Nelle pagine precedenti Ballabio con il Principe Alberto II in occasione

della fondazione della Montecarlo Automobile e della presentazione

dell’ALA 50. Ecco i primi disegni della Montecarlo Automobile Rascas-

se, ad opera di David Rodriguez Sanchez.

Nella pagina a fianco Fulvio Maria Ballabio con la MCA/BRC W12 in

azione a Monza. Nella foto a destra si riconoscono tra gli altri: il Pre-

sidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani, il Principe Alberto II, Roberto

Olivo, Mariano Costamagna.

Nelle pagine seguenti, 30 anni di storia della Montecarlo Automobile

in immagini: F.1, F.3000, la Centenaire, la gamma attuale. Infine alcuni

disegni tecnici e una foto del propulsore W12 dotato di impianto BRC.