24
8
che tutti noi si mangi fieno e ci si riscaldi bruciando mobili per ri-
sparmiare sull’energia elettrica, mentre lui risana il famoso debito
pubblico. Ma che diamine, anche voi meritate un po’ di sole e di
ritagliarvi del tempo libero. E allora alla faccia della crisi, potreste
perfino concedervi quel caffè da 4 euro a Montecarlo! La Jaguar
XF assolve all’arduo compito di far presidiare al Giaguaro il so-
vraffollato mercato delle berline del segmento D. In passato se si
voleva un’auto di questo genere le alternative erano poche. Certo
il sogno era sempre quello di possedere una Bentley o una Rolls
Royce, ma questi due marchi appartengono al massimo segmento
esponenziale del lusso. Quindi l’unica scelta credibile per tanti anni
è stata la Mercedes Classe E, contrastata solo dalla Lancia Thema
dei tempi d’oro. Non c’è sostanzialmente stata altra opzione fino
a quando BMW e Audi hanno deciso di darsi da fare anche loro in
questo settore. Nel segmento superiore, si colloca la Jaguar XJ,
ammiraglia di punta della Casa di Coventry. A noi però interessa la
sorella minore che fa i volumi maggiori, e a costi inferiori permette
di sentirsi un nobile inglese sulle strade del mondo. Per questo
siamo andati nel Principato di Monaco, così caro a Winston Chur-
chill; ci sembrava il posto ideale per testare un’auto di questo ge-
nere. Magari soggiornando proprio nella suite di Churchill all’ul-
timo piano dell’Hotel de Paris, se potete permettervelo, oppure
nel suo “buen retiro” di Cap Martin. Anche se il propulsore che
equipaggia questo modello, il 2,2 litri turbodiesel da 190 cavalli si
addice di più al nostro mercato piegato dalla crisi di quanto si ad-
dica al lucente Principato. E’ fluido, è morbido, è incredibilmente
silenzioso ed è in grado di muovere con disinvoltura l’importante
silhouette del mezzo. Il nostro “On the road” è iniziato una fresca
mattina in un area di servizio vicino a Montecatini Terme, con un
pieno di quasi 100 euro che basterà anche per il ritorno. La Jaguar
XF non viaggia su asfalto, scivola. I circa 410 chilometri che sepa-
rano Firenze da Monaco si percepiscono come fossero la metà.
Non sembra essere spinta in avanti da qualcosa di “volgare e ru-
vido” come il gasolio, sembra andare a panna montata. Quest’
automobile ha un carisma particolare, la sensazione di isolamento
(non solo acustico) dal mondo esterno che si prova sedendosi sui
sedili posteriori di un’ammiraglia, il profumo della selleria che do-
mina il suo abitacolo e m’inebria, facendomi ricordare Connolly.
Adoro questa vettura, e l’unica cosa che amo più di lei è in effetti il
luogo: il Principato di Monaco. Ci sono davvero poche sensazioni
al mondo che placano un anima in subbuglio, quanto sedersi al
Cafè de Paris davanti al casinò con in tasca le chiavi di una Ja-
guar XF. Se vogliamo, un’immagine molto stereotipata, ma per un
giovane come me ancora evocativa e piena di speranze. A dire il
vero, uno scenario migliore di quello sopra descritto, potrebbe
vedere l’attrice Andrea Osvart seduta a fianco di chi guida questa
Jaguar XF, pronta per esser messa in moto. La classe riconosce
subito altra classe. Per informazioni sulla Jaguar XF:
www.jaguar.it.




