Previous Page  41 / 84 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 41 / 84 Next Page
Page Background

41

KERB 2.14

all’epoca aveva 38 anni. Proveniva dalla Opel, dopo aver frequentato

l’Art College of design di Pasadena. Stiamo parlando di Chris Bangle,

in quegli anni a capo del Centro Stile Fiat, e del suo Coupé Fiat, cui

farà seguito l’altrettanto splendida Barchetta di Andreas Zapatinas. Fu

Bangle l’artefice di una vettura che all’epoca stravolgeva i canoni di

design vigenti. Suoi gli esterni, mentre gli interni furono disegnati da

Pininfarina, che produsse la macchina sulla propria linea di montag-

gio, con la cura e la qualità proprie della migliore tradizione italiana,

una garanzia in più sull’accuratezza dell’assemblaggio. Il Coupé Fiat

è stato un modello con molti spunti stilistici inediti. Oggi è diventa-

ta un’auto cult anche all’estero e in Italia i proprietari appartengono

ai diversi sodalizi, tra i quali il più autorevole è il Club del Coupé

Fiat, presieduto da Fernando Beri

(www.clubdelcoupefiat.com

) rap-

presentato in Lombardia da Alessandro Balestrini. Il Coupé Fiat ha

compiuto vent’anni e per celebrare la ricorrenza, dal 30 maggio allo

scorso 2 giugno, 148 vetture provenienti anche dalla Norvegia e dalla

Finlandia si sono ritrovate a Torino. Il programma del raduno, ricco

di spunti culturali e storici, ha visto i partecipanti visitare la sede Pi-

ninfarina a Cambiano il pri-

mo giorno. Poi il 31 le auto

hanno girato in parata sul

mitico e spettacolare Ovale

del Lingotto e Chris Bangle,

ospite d’onore dell’evento,

ha firmato autografi e svela-

to aneddoti. Uno riguarda

la sua ammirazione per la

Ford GT40 e l’aver cercato

di ispirarsi a lei. Il designer

americano dopo aver la-

sciato il gruppo BMW è tor-

nato a vivere in Italia, poco

lontano da Torino e ha crea-

to una sua società di consu-

lenza. Il 1 giugno il gruppo

di “coupeisti” ha visitato la

Reggia di Venaria, mentre

il 2 c’è stata la chiusura in

bellezza al Mirafiori Motor

Village, con la possibilità

di girare anche sulla pista

di prova caratterizzata dal-

la curva parabolica a 360°.

Il Coupé è un’icona di casa

Fiat, il perfetto equilibrio

tra stile, sportività e carat-

tere ed è anche un’auto

simbolo per Chris Bangle:

è il progetto che lo ha fatto

conoscere al mondo. Non

poteva esserci migliore ce-

lebrazione per i 20 anni del-

la sportiva torinese, dato

che anche solo il giro sulle

due piste valeva la presen-

za. Da quest’anno entra nel

novero delle vetture storiche del Registro Fiat Italiano. E’ stata ven-

duta in quasi 73.000 esemplari. La sua linea conquistò immediatamen-

te il pubblico, tanto che le vendite superarono ogni aspettativa. Nel

1996 il Coupè venne definito come la vettura a trazione anteriore più

veloce mai prodotta dalla Fiat. Era basata sullo stesso pianale del

progetto VSS tipo 2, che presentava caratteristiche tali da consenti-

re l’installazione di propulsori particolarmente potenti. Pianale usato

da altri modelli come la Fiat Tipo, la Bravo, l’Alfa Romeo GTV (che

verrà presentata un anno dopo nel ’95 disegnata da Pininfarina), la

155, la Lancia Delta. La rigidezza del telaio e il sistema di sospensioni

evoluto, permisero di adottare al momento della presentazione due

motori 4 cilindri. Il 2.0 aspirato da 139 CV e il 2.0 Turbo 16 V da 190 CV

a benzina, comuni anche alla Delta, montati in posizione trasversale.

La trazione era anteriore e il cambio manuale a 5 marce, che dal 1996

nelle versioni turbo divennero 6. La 190 CV dichiarava 225 km/h e da

0-100 in 7,1 secondi, ma spesso furono rilevate performance migliori

nel corso di diverse prove. Viste le grandi prestazioni, le versioni so-

vralimentate montavano di serie un differenziale autobloccante mec-

canico a giunto viscoso Ferguson chiamato Viscodrive, per migliorare

la guidabilità e limitare perdite di aderenza di una delle due ruote

motrici. Fu una delle poche trazioni anteriori sportive dell’epoca a

vantare un differenziale autobloccante montato di serie. Nel 1996 furo-

no introdotti gli aspirati 1.8 16 V da 131 CV e il 2.0 20V da 147 CV, oltre

al 2.0 20V Turbo da 220 cavalli, questi ultimi a 5 cilindri. Con questa

unità turbo ancora più potente, il Coupé Fiat divenne l’auto a trazione

anteriore più veloce mai prodotta dal Marchio, in grado con il cambio

a 6 marce di percorrere la distanza 0-100 Km/h in appena 6,3 secon-

di. Nel 1996 fu introdotto anche il bellissimo colore blu Sprint, il più

bello assieme al giallo Ginestra a nostro parere, entrambi pastello.

Nel 1999 il 2.0 aspirato da 154 cavalli, rimpiazzò quello da 147. Tra 1998

e 1999 vennero anche commercializzate tre versioni speciali. La 20V

Turbo Limited Edition (1998), con cambio a 6 marce, impianto frenante

Brembo con dischi forati e pinze rosse a 4 pistoncini, targhetta ellittica

posta sopra allo specchietto retrovisore interno con scritta 20V Turbo

e numero della serie limita-

ta, l’avviamento a pulsante,

i sedili sportivi Recaro e il

kit aerodinamico con mini-

gonne e spoiler anteriore.

Una versione molto sporti-

va, in sintesi. La successiva

20V Turbo Plus (1999) era

simile alla precedente ma

senza essere realizzata in

serie numerata. I cavalli ef-

fettivi erogati al banco pro-

va risultavano in media tra i

230 e i 235 CV. Infine la 20V

Turbo Model Year ‘99, ag-

giornamento con restyling

della versione del 1997,

che riprendeva dalla ver-

sione Turbo Plus solo alcuni

particolari come il cambio

a 6 marce e l’avviamen-

to a pulsante. Niente più

minigonne e sedili Reca-

ro. All’inizio il Coupé ebbe

molto successo, poi piano

piano l’interesse si spense.

Il prezzo era troppo elevato

fin da subito: 36.000 milioni

nella versione base, 43 nella

Turbo Plus. Poi con gli ulti-

mi allestimenti salì ancora

andando fuori mercato. La

prima versione del ‘94 e

quella del ’96 rimangono

le più belle. Col senno di

poi per aumentare i volumi

e abbassare i prezzi, ci sa-

rebbero stati bene anche un

motore 1.6 16V e un 2.5 turbodiesel (che aveva l’Alfa). Pensate poi al

successo che questa vettura avrebbe avuto se fosse stata marchiata

Alfa Romeo anzichè Fiat. L’Alfa GTV da guidare è una bella macchina,

ma esteticamente è ad anni luce di distanza dalla Coupé. Il Coupé Fiat

è spazioso per essere un modello sportivo. I sedili sono accoglienti

e anche i due passeggeri posteriori hanno una discreta abitabilità

nonostante il lunotto spiovente. Il cambio ha una leva corta ed è

preciso. La strumentazione è raccolta in quattro strumenti sferici, di

cui due grandi proprio dietro il volante. Bellissima la fascia di metallo

nel colore della carrozzeria, che percorre tutto l’abitacolo. Un richia-

mo retrò, con la firma Pininfarina posta al centro della plancia. Come

sublimare questo tributo a una GT di vent’anni ancora moderna? Met-

tendo a confronto la versione stradale gialla 2.0 Turbo 16 V di Roberto

Tavecchio, con tanto di placca del Club del Coupé Fiat lombardo sulla

calandra, e la rossa 2.0 Turbo 16 V trasformata racing da Umberto Can-

tù, con la quale il pilota bergamasco disputa gare per auto storiche.