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rendete sedici automobili di tutti i tipi: benzina e diesel; coupé, berline, station
wagon; supercar e utilitarie; persino un SUV e anche un VAN. Tutte rigorosamen-
te preparate dai migliori elaboratori tedeschi, e quindi non appartenenti ai parchi
stampa delle Case. Caricatele su apposite bisarche e portatele in Puglia, sull’ovale
di Nardò. Modelli privati di marca Audi, BMW, Mercedes, Opel, Volkswagen, ma
anche Ferrari e Nissan, oltre ovviamente a Porsche, marchio di casa presso l’anello
d’alta velocità italiano, visto che il costruttore di Stoccarda ne ha acquisito la pro-
prietà nel 2012. Un’azione che denota grande sagacia e lungimiranza, dato che il centro pugliese
creato nel 1975, è uno dei più importanti impianti di sviluppo al mondo, e certe attività di prova
si riescono a effettuare solo qui. Ancor oggi resta aperto a ogni produttore, così come avviene
sin dalle origini. Il tracciato ovale sopraelevato è lungo 12,6 km, con un diametro di 4 km. Nardò
dispone anche di altre strutture accessorie specifiche, inoltre il clima del sud ne consente l’utilizzo
anche nei mesi autunnali e invernali. In questo contesto, ormai è una tradizione per i colleghi di
AutoBild Sportscars e per i tecnici della Continental, organizzare il Nardò High Performance Event,
happening annuale alla ricerca della velocità massima assoluta, dando libero sfogo all’inventiva dei
più noti tuner di Germania per raggiungere la miglior prestazione possibile. L’elenco delle vetture
e i nomi dei preparatori li trovate nella tabella a pagina 46, graduatoria che è stata movimentata
fino all’ultimo, modificata dagli ultimi “botti” prima della chiusura dell’evento. In effetti il responso
finale ha visto significativi miglioramenti di quasi tutte le attrici di questo cimento, rispetto ai giri
iniziali e ai primi tentativi di lancio. E’ inteso che la configurazione ottenuta dai preparatori per
questa prova, non possa essere presa in toto come riferimento per un uso stradale. E’ altrettanto
chiaro che per raggiungere le velocità riscontrate, è importantissimo il lavoro di scelta del set-up
e della gomma giusta, con le corrette pressioni, particolare cruciale spesso sottovalutato. Tenete
presente che dodici vetture hanno viaggiato ad andature superiori ai 325 km/h, rilievi degni di una
formula uno. Gli pneumatici sono una componente fondamentale nel determinare l’efficienza e il
successo di un’automobile tutti i giorni. In situazioni estreme come questa di Nardò, risulta evidente
come la tecnologia abbia raggiunto risultati incredibili. Pensate che Continental potrebbe arrivare
a omologare coperture per arrivare fino a 450 km/h. Limite che per ora nessuna supercar di serie
comunque raggiunge. La gamma Contact nelle diverse specifiche, ha equipaggiato tutti i veicoli
utilizzati. Il metodo di lavoro sinergico tra gli ingegneri, i gommisti, i meccanici, i tecnici dei tuner
presenti, i tester e lo staff giornalistico di AutoBild Sportscars, rappresenta la chiave del successo
dell’iniziativa, e del suo perpetuarsi nel tempo. Un lavoro di équipe che trova le giuste alchimie
per posizionare sempre più in alto l’asticella dei limiti da raggiungere. Gli altri ingredienti del mix
di successo sono la vita del paddock, il cameratismo, la ricerca della sfida e l’adrenalina a 1000!
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KERB 2.14
©Porsche




