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on la F-Type, Jaguar dà continuità
alla dinastia delle sportive britanni-
che. Unisce tradizione ed eleganza e
rappresenta l’incarnazione del DNA
racing Jaguar, forgiato dai successi ottenuti nel
passato. Le origini risalgono al 1922, ma con un
altro nome. Infatti nel 1921 il giovane ingegnere
William Lyons conobbe il pilota motociclistico
Willian Walmsley, dedito alla costruzione arti-
gianale di sidercar. Nel 1922 fondarono la Swal-
low Sidecar Company. Nel frattempo si unì a
loro anche Arthur Whittaker. Gli affari andarono
bene, tanto che presto si iniziarono a produrre
auto ricarrozzando delle Austin Seven. Nel 1928
ci fù il trasferimento nelle storica sede di Co-
ventry e dal 1930 si decise di fare solo macchi-
ne. La nuova ragione sociale divenne SS Cars
Ltd. e la prima auto prodotta direttamente fu la
SS1. Nel frattempo nel ’34 Walmsley si dimise e
lasciò l’azienda. Seguirono la SS2, la SS90 e la
SS100 Jaguar, prodotta tra il ’36 e il ’39, che darà
il nuovo nome alla società. 100 si riferiva alla
velocità massima del mezzo, 100 miglia orarie.
Dopo la II Guerra Mondiale l’azienda notò che
la propria ragione sociale richiamava quella
delle SS naziste, quindi fu mutato in Jaguar. Da
qui in avanti ebbe inizio la storia sportiva che
ne ha fatto un marchio-icona. Il primo modello
prodotto fu la Mark IV, ma è con l’XK120 che co-
mincia veramente la corsa senza limiti del Gia-
guaro. Fu presentata al Salone di Londra nel ’48
inizialmente come prototipo per valorizzare il
nuovo motore 6 cilindri destinato alla berlina,
ma piacque subito e fu messa in produzione. I
primi esemplari, tutti roadster, avevano il telaio
a traverse e longheroni in legno e la carrozzeria
in alluminio. Poi quando incominciò la vera pro-
duzione in serie, rimasero in alluminio solo por-
tiere e cofani. Nel 1949 la prima roadster, nume-
ro di telaio 670003, venne consegnata a Clark
Gable. 120 significava 120 miglia/orarie, ma
l’auto andava più forte. Infatti il 5 agosto 1952
una vettura percorse per sette giorni (anche di
notte) a velocità costante l’anello sopraelevato
di Monthlery in Francia, poco distante da Pari-
gi. Tra i piloti c’era anche Stirling Moss. Poi il 31
ottobre 1953 sull’autostrada Ostenda-Bruxelles,
il collaudatore Norman Dewis con una XK120M
(modificata) senza parabrezza, ottenne il re-
cord di velocità raggiungendo le 172 miglia/
orarie (277 km/h), prestazione omologata dal
Royal Automobile Club del Belgio. Nel frattem-
po nel ’51 l’equipaggio Peter Walker-Peter Whi-
thead, aveva vinto la 24 Ore di Le Mans con una
XK120C. Nei sei anni successivi una Jaguar s’im-
porrà quattro volte sulla Sarthe. Nel 1953 Tony
Rolt-Duncan Hamilton su Jaguar C-Type. Nel ’55
Mike Hawthorn-Ivor Bueb con la D-Type, ma
quella fu l’edizione terribile funestata dall’in-
cidente che provocò oltre ottanta morti e un
centinaio di feriti, causato involontariamente da
una frenata dello stesso Hawthorn mentre rien-
JAGUAR HERITAGE: CLASSICA SPORTIVA BRITANNICA
VIAGGIO ALLE ORIGINI DEL MITO DI COVENTRY: DALLA SS100 JAGUAR ALLA E-TYPE, LE CORSE, I RECORD
Foto Hiramatsu
MUS E I E CO L L E Z I ON I
trava ai box. Nel ’56 s’imposero Ron Flockhart-
Ninian Sanderson, sulla D-Type della Scuderia
Ecosse. Che bissò il trionfo con Flockhart-Bueb
anche l’anno seguente. Altri due successi Ja-
guar sono stati ottenuti più recentemente nel
1988 e 1990, ma questa è un’altra storia. Nel 1961
venne lanciata la leggendaria Jaguar E-Type,
prodotta fino al ’75 in oltre 72.500 esemplari.
Della versione speciale Lightweight E-Type,
completamente in alluminio allestita dal repar-
to corse, dovevano essere costruiti 18 esem-
plari ma se ne fecero solo 12. Oggi Jaguar ha
deciso di produrre i sei mancanti nella sede
originaria di Browns Lane a Coventry, destinati
a collezionisti, con le stesse specifiche esatte
di quelli del passato. Vedete il primo nella foto
in basso a destra. La Lightweight E-Type fu gui-
data tra gli altri da Graham Hill, Roy Salvado-
ri, Jackie Stewart, e Briggs Cunningham che ci
corse in USA e a Le Mans. I primi due nel 1961
a Oulton Park diedero spettacolo: Hill conqui-
stò la prima vittoria della E-Type e Salvadori fu
terzo, ma entrambi stabilirono a pari merito il
giro più veloce con il medesimo tempo! L’au-
to galleria Luce di Nagoya (www.luce-nagoya.
jp) ha organizzato l’evento Jaguar Heritage per
rendere omaggio a quella che è considerata la
vera essenza dell’auto sportiva British, espo-
nendo cinque vetture: SS 100 JAGUAR (1937),
XK120 Coupé (1953), XK120 Roadster (1953),
E-Type Coupé (1965), E-Type Roadster (1966).
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KERB 3.14




