BROUGH SUPERIOR
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KERB 3.14
LA MOTO2 TAYLORMADE, SU MISURA
di Alan Cathcart - Foto Phil Hawkins e Kevin Wing
A
volte ritornano, è il titolo di un film e anche una frase da noi già ampiamente usata.
Però è bello vedere rinascere marchi, miti e leggende dal passato. Come quello della
Brough Superior, casa fondata nel 1919 da George Brough, detentrice di svariati record
del mondo, che produsse appena 3.000 moto prima di chiudere alla vigilia della II
Guerra Mondiale e diventare fornitrice Rolls-Royce, per i motori Merlin dei caccia
Spitfire. Uno dei record durò ben 21 anni. A parte un paio di prototipi, la casa ha sem-
pre realizzato bicilindriche usando motori JAP. Le Brough mietevano successi sull’asfal-
to, sullo sterrato, in cronoscalate, e persino su sperfici salate e ghiacciate. Nel ’27 un olandese di nome
Sluymers salì con una Brough fino alle pendici del vulcano Mount Merapi, sull’isola di Java. Ci mise due
giorni a percorrere le 18 miglia (29 km) in salita, usando le marce basse! Brough stabilì per due volte il
record di velocità: nel 1924 con Bert Le Vack a 119 miglia orarie, e successivamente con Eirc Femihough nel
’37 a 169,786 mph con punte a 175, in sella alla SS100. Numerosi altri record sul giro a Brooklands: 120 mph
con Noel Pope nel 1935; oltre 100 mph con un sidecar e Freddie Dixon nel 1930; ancora con Pope nel ’39 a
124,51. In Australia Alan Bruce nel ’32 registrò il record di velocità con sidecar sulla sua Brough volumetrica




