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L

o slalom di Ambrì per tanti appassionati del Canton Tici-

no, di parte dei Grigioni e del confinante Cantone di Uri,

rappresenta un po’ il ”Gran Premio” di casa. L’atmosfera

è quella genuina dei paddock di una volta, ricolmo di passio-

ne vera. Quella che anima i cosiddetti piloti della domenica,

che trasformano la propria auto stradale dotandola dei dispo-

sitivi di sicurezza (rollbar, cinture a 6 punti e poco altro), cam-

biando le gomme prima e dopo la corsa: per poter arrivare in

pista, correre e tornare a casa con il medesimo veicolo. Ridu-

cendo drasticamente i costi. Chi corre saltuariamente può fare

la licenza di pilota temporanea direttamente sul posto: meno

male che ci sono ancora queste opportunità per spendere

poco! Il tracciato di Ambrì è quello dell’ex-aeroporto militare,

molto ampio, con un percorso di gara lungo 3,56 km: quanto

basta per guidare in sicurezza e divertirsi. L’organizzazione

è curata dall’Equipe Bernoise

(www.equipebernoise.com)

di Jürg Strasser, la più grande scuderia svizzera con sede a

Berna, che si occupa anche della prova che si corre in Italia

a Varano. Grazie alla squisita cortesia di Suzuki Automobile

CH, Peter Walthert e Jürg Naef, abbiamo potuto partecipare

alla gara del trofeo Suzuki Grand Prix 2013 (nell’ambito del

Campionato Svizzero) con il nostro tester Sabino De Castro.

Al volante di una Swift Sport 1.6 4 cilindri da 136 CV, di serie,

con cambio a 6 marce e peso di soli 1115 kg. Il suo motore in

allumino a 16 valvole ad altezza variabile, la rende piacevole

da condurre. Bello il diffusore posteriore con i due terminali

di scarico. L’organizzatore del campionato, che si svolge sotto

l’egida Suzuki Motorsport su 14 manches da aprile a ottobre

e prevede premi in denaro, è Fredy Eckstein, al quale vanno

i nostri ringraziamenti per l’accoglienza e l’assistenza. Erano

iscritti alla gara circa 270 concorrenti, con le auto più dispa-

rate, incluse GT, formula e sport. I partenti del trofeo Suzu-

ki Grand Prix erano tredici, ma in assoluto sono molti di più.

Dato l’anacronistico divieto di correre in circuiti permanenti,

il campionato locale prevede alcuni appuntamenti all’estero,

oltre a cronoscalate e slalom, che invece sono consentiti così

come i rally. A quanto pare, l’ostracismo verso gli autodromi

- operativi tutto l’anno - è dovuto più a motivi di inquinamen-

to acustico, piuttosto che a ragioni di sicurezza (il divieto fu

deciso nel 1955 dopo la tragedia di Le Mans). Alcuni slalom

danno però l’idea di competere in un circuito vero, come ad

Ambrì. Sfortunatamente la giornata del sabato è stata annul-

lata a causa di una forte nevicata in anticipo sulla stagione,

tanto da creare notevolissimi disagi in autostrada, a causa

dell’assenza totale di segnalazioni agli automobilisti da parte

dei gestori. Il tutto reso ulteriormente complicato dai semafori

e dalle restrizioni di carreggiata pre-Gottardo. Solo la radio

ha dato qualche informazione, ma una volta già fermi e con

l’impossibilità di uscire. Bisognava indicare uscite obbligato-

rie. Meno male che gli elvetici hanno votato no all’aumento

della vignetta autostradale da 40 a 100 Franchi! Se questo è il

servizio che ricevono… Speriamo si realizzi presto la secon-

da galleria del Gottardo. Detto questo, l’organizzazione della

gara è stata eccezionale nello sgomberare la neve tra il saba-

to pomeriggio e la domenica, rendendo la pista praticabile

per la seconda giornata della manifestazione. In tempo per il

trofeo Suzuki, articolato su un passaggio di ricognizione, due

di prove cronometrate e due manches. De Castro alla fine si

è classificato al 7° posto, ma a mano a mano che girava con

la vettura, il suo tempo calava costantemente. Ancora una

frazione di gara e sarebbe arrivato a ridosso del podio, per

provare a ripetere l’exploit del Motorshow 2011 da lui vinto.

Parliamo ora di questa versatile Suzuki Swift, disponibile an-

che a trazione integrale con motore 1.2 (non sulla Sport 1.6). Lo