sento una grande nostalgia e malinconia, ri-
cordando la cara unica Alfasud. Forse non ha
avuto il successo che avrebbe dovuto avere,
ma è stata l’orgoglio del Sud perche è sta-
ta la prima autovettura costruita interamente
al Sud, a Pomigliano d’Arco. Per completare
la cronaca dell’evento, ritornai a Maddaloni
con la mia Mini Minor, ma me la rubarono, con
dentro casco tuta e macchina fotografica con
tutte le foto della corsa. Che rabbia e che pec-
cato. Ritrovarono la mia Mini dopo sei mesi,
in campagna a Sant’Agata de Goti, provincia
di Benevento. Era rimasta solo la carcassa…
Le Mans 1991 con lo stesso propulsore Wankel.
Poi lanciamo un appello: chi viaggia in Europa,
specie da noi, ma anche in Francia, Svizzera, e in
altri paesi (ora pure in Olanda con i nuovi limiti
più rigidi) si sarà accorto in Europa è in atto da
parte delle istituzioni una sorta di subdola guerra
all’auto, che viene demonizzata oltre ogni limite,
ma poi - soprattutto in Italia - spremuta come un
limone con tasse, accise e balzelli di ogni gene-
re. Si restringe la larghezza delle vie, si creano ro-
tonde inutili o semafori per immissioni da vie se-
condarie deserte. Anziché far defluire il traffico,
lo si incolonna in rallentamenti, creando proble-
05
PRODUTTORI, DATEVI DA FARE! L’AUTO E’ UNBENE DATUTELARE
PROVE TECNICHE DI ALFASUD
Q
uesta volta vi voglio raccontare una gran-
de e indimenticabile esperienza fatta nel
lontano 1972. La scuderia “Sport e turi-
smo” di Milano con a capo l’indimenticabile
Contessa Enza Guercio, organizzava un famo-
so “Autotorneo” in circuiti, percorsi cittadini
o piazze (ad esempio la pista Rossa dell’I-
droscalo di Milano, Piazza Sempione sempre
a Milano, il circuito di Varano de’ Melegari).
Quell’anno organizzò niente di meno che una
corsa sulla costiera amalfitana, vicino Amalfi e
Positano, esattamente da Maiori a Minori, per
2 km. Lungo una strada molto stretta e peri-
colosa con a lato lo strapiombo vista mare.
Che meraviglia! Era una corsa a cronometro
individuale. Io partecipavo a quasi tutte le
gare dell’Autotorneo, quindi da buon cam-
pano della provincia di Caserta, figuriamoci
se non morivo dalla voglia di partecipare a
quella competizione. Fu anche l’occasione
per andare a trovare la mia famiglia a Madda-
loni: mia madre era orgogliosa della mia pas-
sione automobilistica, diceva a tutti che suo
figlio Mimì correva con le macchine a Milano.
E pensare che spesso le madri sono le prime
a essere preoccupate quando un figlio sogna
A
nche questo numero non deluderà le aspet-
tative di chi ama i motori a 360°, e cerca la
storia nella storia. Con questo spirito siamo
andati a Berna con una Peugeot 208 GTi per ri-
percorrere i tratti ancora esistenti del circuito del
Bremgarten, dove nel ’48 si visse un week-end
drammatico, che costò la vita a tre piloti e ne
miracolò un quarto. Due di loro si chiamavano
Omobono Tenni e Achille Varzi, e una lapide ar-
tigianale sul luogo dell’incidente ricorda ancora
quest’ultimo campione. In tema di tributi, un al-
tro lo dedichiamo alla Mazda RX8, icona instant
classic, e all’impresa della 787B nella 24 Ore di
SI MOLTIPLICANO LE MISURE CHE PENALIZZANO LE AUTO. E SE SI PROVASSE A INVERTIRE LA TENDENZA?
I N C O S T I E R A , D A MA I O R I A M I N O R I , A S T R A P I OMB O S U L MA R E R I N C O R R E N D O U N S O G N O …
T ERZA PAG I NA
di voler fare il pilota… Tornando alla gara, ri-
masi senza fiato e provai i brividi quando la
Contessa mi disse che l’Alfa Romeo da Po-
migliano d’Arco ci avrebbe mandato la ap-
pena uscita ma già famosa Alfasud, per farsi
pubblicità. Mi raccomandò naturalmente di
fare bella figura, perche essendo prodotta in
Campania era giusto che la guidasse un cam-
pano come me … Ero stimato e considerato
dalla gentile Contessa, che con il marito fu tra
i pionieri della diffusione dell’agopuntura in
Italia e all’estero. Le macchine iscritte erano
una trentina suddivise in varie classi. Venne un
ingegnere dell’Alfa Romeo a descrivermi la
macchina e mi disse che avrebbero fatto un
trofeo Alfasud, al quale mi sarebbe piaciuto
tantissimo partecipare, ma purtroppo i costi
non erano alla mia portata e poi ero appena
entrato nelle Poste a
Milano.Misono subito
trovato a mio agio con l’Alfasud. Il sedile era
comodo, non c’era nessun assetto speciale,
era tutto di serie, ma si guidava come fosse
incollata alla strada. Arrivai 11° o 12° non ricor-
do bene, ma - ragazzi - che emozioni lungo
quella strada in costiera! Fu per me un’espe-
rienza unica, e adesso a distanza di tanti anni
KERB 5.13
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di Andrea Cittadini
di Sciampi
mi di circolazione dove non ve n’erano. Si intro-
ducono ridicoli limiti da 30 km/h (una bici è più
veloce), si elimina ogni parcheggio gratuito e la
possibilità di arrivare nei centri storici… Beh, for-
se ci si dimentica che oggi tante famiglie hanno
tre auto, non una come una volta e almeno da noi
l’efficacia e l’efficienza dei mezzi pubblici lascia
a desiderare. Un appello alle Case automobilisti-
che, che spendono miliardi in pubblicità: perché
non fate cartello per promuovere l’immagine
dell’auto, quella classica con motore a scoppio,
ridandole giusta dignità e legittima importanza?




