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U

n anno fa i mercati finanziari erano in crisi e ora, dodici

mesi dopo, gli esperti di economia continuano a dirci

che siamo nel periodo di peggiore crisi dopo quella del

1929. Detto questo, il mondo privilegiato delle auto da col-

lezione continua a stabilire nuovi record, mentre gli eventi

più esclusivi fanno ancora registrare il tutto esaurito. Il dena-

ro per questo hobby di lusso non sembra esaurirsi e spesso

sono le stesse banche a immetterne, sponsorizzando i con-

corsi di eleganza più celebri per far diventare propri clienti i

collezionisti più facoltosi. I primi fondi di investimento legati

alle quotazioni di auto storiche nacquero nel 1989 e da allora

è stato un crescendo, con una piccola pausa di riflessione

solo in occasione del manifestarsi della crisi nel 2008. Infatti

nel 2009 si raggiunse la più alta quotazione mai ottenuta in

un’asta per una macchina, una Ferrari 250 Testa Rossa sport

da corsa del ‘57, aggiudicata per quasi 12,2 milioni di dollari.

Tutto ciò cosa significa? Significa che per chi opera in que-

sto settore e per i collezionisti, i presupposti restano rosei.

Guardate i due grafici sotto riportati e troverete alcuni para-

metri interessanti. Abbiamo raccolto i dati relativi ai prezzi

d’asta al pubblico, verificabili e difficile da manipolare, di

auto d’epoca vendute nel mondo dal 1994 fino al 2011: oltre

23.000 transazioni in totale. Poi abbiamo isolato le doppie

vendite, monitorando quei numeri di telaio ceduti almeno

due volte, in modo da poter comparare esattamente i prezzi.

Il risultato è un indice che partendo da un valore simbolico

di 1.000 nell’estate del 1994, delinea l’evoluzione del merca-

to delle auto d’epoca. Date un’occhiata: l’andamento del

mercato è in costante crescita e in linea con le previsioni più

ottimistiche e non con quelle più conservative. Alcuni fattori

da tenere in considerazione: i prezzi d’asta possono variare

leggermente da quelli delle vendite tra privati (i valori sono

spesso inferiori), ma la tendenza è comparabile. Un risultato

d’asta a sopresa o clamoroso, può causare picchi in alto o

anche in basso, come ad esempio nella battaglia di offerte

per aggiudicarsi a 1,4 milioni di dollari la Mercedes-Benz 300

AST E E QUOTAZ I ON I

SL Gullwing (ali di gabbiano) un anno orsono in Arizona. Solo

tre anni prima la vettura era stata ceduta per la metà. Queste

oscillazioni devono essere ignorate, da sole non cambiano

il mercato. Il numero di telai venduti più volte è limitato se

guardiamo indietro lungo un periodo di 18 anni. In futuro i

dati disponibili e, quindi l’accuratezza dell’analisi, cresce-

ranno per forza di cose. Abbiamo provato anche a valutare

quale ritorno d’investimento riceve l’investitore che mette il

suo denaro in un gruppo di vetture che forma un “campione

rappresentativo” di quelle generalmente presenti in un’asta,

indipendentemente dalle dimensioni dell’investimento. Il ri-

sultato che è emerso, lo vedete nel secondo grafico. Ancora

una volta, è necessario considerare che molte auto sono sta-

te vendute all’asta una sola volta tra il 1994 e il 2011, e quando

appariranno di nuovo in futuro si potrà dare un quadro del

settore più chiaro. Le doppie linee tratteggiate rappresenta-

no le previsioni. Quella in rosso tiene conto degli aggiorna-

menti delle ultime quotazioni, con tendenza in rialzo; quella

in verde è più conservativa e si basa sui valori base di mer-

cato. Ciò che risulta chiaro è che il mercato delle auto d’e-

poca nel suo complesso sia cresciuto costantemente, direi

anche in maniera spettacolare. E’ chiaro che per azzeccare

l’investimento, così come in altri settori, diventa fondamenta-

le scegliere il prodotto giusto - in questo caso la vettura giu-

sta. Da questo punto di vista nel corso della stagione pubbli-

cheremo altre analisi, anche su marchi specifici come Ferrari

e su singoli esemplari, per vedere come si comportano nel

panorama generale. E’ fuori di dubbio, infatti che il marchio

del Cavallino Rampante sia da sempre tra quelli più richie-

sti, con quotazioni che permettono alti riscontri economici. Si

può notare nei grafici come nel 2008 il mercato abbia subito

un calo, iniziando a recuperare nella seconda metà del 2010,

anche se la crescita avviene ad un ritmo più lento rispetto alla

media storica. Le opinioni variano nello spiegarne il perché,

ma è chiaro che la crisi abbia svolto un ruolo predominante,

obbligando alcuni propritari a “svendere” alcuni modelli pur

AUTO D’EPOCA: ANALISI DEL MERCATO DAL 1994 A OGGI

IL TREND E’ POSITIVO: I PEZZI PREGIATI SI DIMOSTRANO UN INVESTIMENTO SICURO

di Simon Kidston,

www.kidston.com

. Si rignrazia Emanuele Collo