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Il nome di Guy Ligier è da tempo scol-

pito nell’olimpo dell’automobilismo

sportivo. Atleta di grande livello nel ca-

nottaggio, nel rugby (con il Vichy) e nel

motociclismo, intraprende successiva-

mente la carriera di pilota d’auto.

Guida tra le altre anche una Cooper-Ma-

serati in F.1 nel ’66: un segno del destino,

dato che Ligier e Maserati torneranno a

incrociare le proprie strade negli anni a

venire. I suoi risultati migliori come pilo-

ta li ottiene con i Prototipi, vincendo con

Jo Schlesser - di cui è amico e socio, la 12

Ore di Reims nel 1967 con una Ford GT40

MkIIB. Dopo la morte di Schlesser avve-

DOUC E F RANC E : LA SAGA L I G I ER

nuta nel G.P. di Francia di F.1 a Rouen nel

1968, al volante di una Honda sperimen-

tale, Ligier decide di diventare costrut-

tore e di correre solo con proprie auto.

Per rendere omaggio all’amico scompar-

so battezzerà con le iniziali di quest’ul-

timo seguite da una numerazione pro-

gressiva, tutti i suoi modelli. Il primo, la

Ligier JS1, è un coupé GT con meccanica

Ford. Nel 1971 nascono la sport JS3 (che

corre anche la 24 di Le Mans) e l’evolu-

zione della JS1, denominata JS2, entram-

be spinte da un motore Ford Cosworth.

Grazie ai buoni uffici di Ligier con Ci-

troën - alla quale all’epoca appartiene la

Maserati - dalla fine del 1971 la scuderia

per essere più competitiva passa ai pro-

pulsori modenesi, che utilizza fino a tutto

il 1974. Con una Ligier-Maserati JS2, nel

1973 disputa il Giro d’Italia automobisti-

co anche il nostro Vittorio Brambilla.

Nel 1974 la vettura ottiene il suo miglior

piazzamento nella 24 Ore di Le Mans,

con un 8° posto finale affidata a Laffite-

Serpaggi, e sempre in quella anno con-

quista una dopietta nel Tour de France

con Larrousse-Nicolas-Rives (noto gior-

nalista transalpino) seguiti da Darniche-

Jaubert. Nel 1975 Ligier torna a montare i

motori Ford Cosworth, dopo che Citroën

© Maserati

© Maserati

© Stefano Iori