I V E C C H I B O X E L A S O P R A E L E V A T A
S P E C I A L E MO N Z A
Vintage andRacing
© Stefano Iori
© Alain Cortrot Racing
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KERB 1.13
Q
uando all’estero dici che sei di Monza, a tutti brillano gli occhi. Immediato il link
al circuito e alle monoposto di F.1, sperando che un giorno vengano valorizzati
a livello internazionale anche il Parco e la Villa Reale. La storia è passata da
Monza, portando eventi belli e non, se pensiamo ai tanti campioni deceduti in pista.
Ho visto il mio primo GP nel ’77 a dieci anni e da lì il mio sogno fu quello di poter
entrare in un team di F.1. In parte si è avverato. I miei ricordi più belli sono legati al
villaggio, purtroppo demolito; alle vecchie rimesse che fortunatamente resistono,
come l’ovale sopraelevato (che emozione correrci due rally in Porsche); alle due
torri sulla linea del traguardo e ai vecchi box che invece non ci sono più, e che
permettevano a tutti di vedere le auto, cosa oggi impossibile dato che oggi sono
nascoste nei garage. Il circuito Junior, l’antico tracciato in porfido ancora visibile,
le vecchie curve di Lesmo, il Padiglione Festival, tutto ciò è celebrato nel Muret-
to dei Campioni di Biassono, grazie alla passione dell’Associazione Sportiva Amici
dell’Autodromo e del Parco. A Vedano ci sono quattro murales spettacolari, realiz-
zati da Daniele Misani, di Streetartpiù. Scrivere di Monza significa parlare di Tino e
Vittorio Brambilla, di Fabrizio Barbazza, del GP delle Nazioni motociclistico, della
1000 km, ma anche della vittoria a sorpresa di Herbert quando per tutti esisteva solo
Schumacher, o quella grandiosa di Vettel con la Toro Rosso di Giorgio Ascanelli…
di Andrea Cittadini - foto ACI Milano




