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aveva puntato sull’estero diventando negli anni Venti, la vettu-
ra straniera più venduta negli Stati Uniti! Sfarzosa, monumentale,
emblematica del viaggio di lusso, costava più o meno 150.000
Lire ed era progettata per offrire non solo eccellenti prestazioni
(la “vera” Tipo 8 fu la prima
vettura dotata di motore a
8 cilindri costruito in serie),
ma per essere un autentico
salotto viaggiante, senza
eguali per la cura mania-
cale dei dettagli e del
comfort. Per questo è sta-
ta amata e scelta da clienti
famosi come lo Zar di Rus-
sia, Rodolfo Valentino, Ga-
briele D’Annunzio, Benito
Mussolini - ed è stata ce-
lebrata da Hollywood nel
film “Viale del Tramonto”. I
tessuti preziosi, le rifiniture
in argento, i vetri in cristal-
lo che separano l’autista
dai passeggeri, sottolineano ancora oggi il carattere esclusivo di
veicolo di lusso per pochi e di oggetto del desiderio per molti.
Nel 1918 nel frattempo era entrato in società il conte Ludovico
Mazzotti, che ne prese le redini quando uscirono Isotta e i Fra-
schini, in seguito alla morte di Oreste. Amministratore Delegato
venne nominato il direttore tecnico Giustino Cattaneo. La grande
crisi del ’29 colpì duramente l’Isotta. 1930 Henry Ford aveva quasi
completato l’acquisto dell’azienda, ma il protezionismo all’italia-
na poco lungimirante fece all’ultimo secondo saltare l’affare. An-
darono tutti male a Ford, i tentativi di acquisire aziende tricolori.
Così anche con Ferrari e Alfa Ro-
meo, in quest’ultimo caso sempre
per motivi protezionistici che alla
fine hanno portato al monopolio,
portando ad uccidere quella sana
concorrenza che avrebbe fatto
solo bene all’industria automobi-
listica italiana e al nostro paese.
Nel 1932 entrò in società Giovan-
ni Battista Caproni, della famosa
casa produttrice di aerei, purtrop-
po scomparsa anch’essa, rilevata
dalla Agusta. Poi arrivò la guerra e
alla fine nonostante un tentativo di
ripresa, nel 1948 l’azienda fu mes-
sa in amministrazione controllata
dall’EFIM, ente di partecipazione
statale e la produzione automobi-
listica venne interrotta. Dopo la parentesi legata alla T8, nel 2000,
a cento anni dalla nascita, un gruppo di imprenditori ha acquisito i
diritti sul marchio e ha fondato una nuova società, denominata Isot-
ta Fraschini Milano, nonché una Fondazione Culturale, denomina-
ta Intrepida Fides. L’Isotta Fraschini Motori con sede a Bari, pro-
duce invece ancor oggi motori marini e fa parte di Finmeccanica.




