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poderi di Guareschi e riprovarla sull’asciutto è sempre un piacere.

Un’auto per certi versi ancora moderna; confortevole, completa,

sportiva - anche se sembrerebbe strano per una berlina, ma il suo

DNA viene proprio dalle esperienze nelle corse. Quando una volta

si parlava di ammiraglia non lo si faceva a caso. Lo si vede dai det-

tagli, da una plancia all’avanguardia con una strumentazione posta

in modo che la funzione di ogni pulsante sia chiara e facilmente a

portata di mano. La Quattroporte Ia serie è una vettura versatile e

piacevole da guidare; chi siede dietro è sprofondato in poltrona in

totale relax. Si cambia radicalmente scenario con la Mistral Coupé

da 4.000 cc. Questa si che è invece un’auto per piloti smaliziati. Più

dura di sterzo, più ruvida nel cambio, con una posizione di guida

diversa, quasi rallystica oserei dire - con il volante alto, ma ovvia-

mente con un’altra grinta e prestazioni, anche grazie al telaio in tubi,

che ne fa una vera GT. Una linea magnifica di Pietro Frua: una del-

le più belle al mondo anche nel terzo millennio, che ne fanno una

istant-cult. Il padiglione di vetro posteriore che si apre e dà accesso

all’ampio bagagliaio, i cerchi a raggi con gallettone centrale, i due

fari rotondi anteriori che ti scrutano come fossero due occhi… Poi è

l’auto che dà inizio all’uso dei nomi dei venti da parte di Maserati.

Fu l’importatore francese, il Colonnello Simon, che lo suggerì alla

“Maison”. Da quel momento tutte le due posti avrebbero preso

i nomi dei venti, mentre le altre vetture quelli dei circuiti dove le

Maserati trionfavano: Sebring, Indy, Mexico, eccetera. Una sportiva

per intenditori questa Mistral. Quella che abbiamo provato aveva

l’iniezione ma molti proprietari decidono di montare i carburatori

se non usano spesso l’auto. Infine la Ghibli coupé. Siamo in piena

epoca beat e swinging London. Chi ha i mezzi economici, vuole

esibire e apparire. Ecco che le forme delle automobili si allungano

sempre più. La concorrenza tra i marchi italiani diventa agguerita:

Ferrari, Lamborghini, Iso Rivolta. La Ghibli porta anch’essa il nome

di un vento e adotta da subito un motore 4.7. L’asticella prestazio-

nale si è alzata, mentre la posizione di guida abbassata e allungata,

come nelle formula uno dell’epoca. Il cofano ha due prese d’aria

per far respirare il motore, mentre la fanaleria è a scomparsa su

questa vettura disegnata da Giugiaro per Ghia, che potrebbe es-

sere ancora attuale con pochi accorgimenti estetici. Fa tanto status

symbol codesta fuoriserie, ed è piacevole da guidare. Sembra di

essere in un guscio ovattato, con il resto del mondo fuori. Abbiamo

già alzacristalli elettrici e condizionatore. Che dire delle moderne?

La GranTurismo Sport ha l’enorme pregio di riunire la bellezza in-

credibile delle forme disegnate da Pininfarina, che rimarranno nella

storia dei motori, il comfort di quattro posti veri e le caratteristiche

meno estreme della GranTurismo MC. La GranCabrio Sport è una

seconda o terza auto, perfetta per spostarsi da Los Angeles a San

Francisco passando per Malibu Beach e Santa Barbara, o in Europa

in Costa Azzurra. Rappresentano il segno della continuità con i mo-

delli vintage. La storia del Tridente è ricca di modelli eccezionali e

anche dal punto di vista tecnico la Casa fondata dai fratelli Maserati

ha sempre introdotto soluzioni all’avanguardia. Bisognerebbe scri-

verci un libro. Un fil-rouge mai spezzato nonostante i numerosi pas-

saggi di proprietà. Pensiamo solo al V12 da corsa introdotto in via

sperimentale nel ’57 e andato poi a vincere nel 1967 sulle Cooper

F.1 di Surtees e Rodriguez… O gli studi sull’iniezione meccanica. An-

che un’altra cosa è rimasta immutata. Il piacere di guida che queste

vetture trasmettono. Poi è tutta una questione di gusti: le vogliamo

analogiche come una volta o digitali come quelle di oggi? Voi cosa

ne dite? Magari una e una… Please, mandatemele a casa!

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KERB 2.13

MASERATI CLASSICHE

Chi ha avuto l’opportunità per tanti anni di conoscere l’universo

Maserati, le vicissitudini storiche, gli uomini, i tecnici susseguitisi

nel tempo, conserva qualcosa di indelebile dentro di sé. Forse un

senso di appartenenza tribale. Sa che l’azienda ha un patrimonio

storico importante, per anni custodito gelosamente solo dalla pas-

sione e tenacia di Ermanno Cozza, classe 1933, da 60 anni in ditta,

prima come dipendente poi come consulente e curatore dell’Ar-

chivio Storico. Bene, il lavoro di Cozza è stato messo a frutto con la

creazione di Maserati Classiche, che mette a disposizione dei col-

lezionisti e dei possessori di auto made in Viale Ciro Menotti 322,

tutto lo scibile della Casa del Tridente. Parliamo di una mole incredi-

bile di documenti di grande valore. 100 mila carte originali, oltre 55

mila disegni e progetti dal 1926. Tutti disegnati a mano, in scala 1:1,

come si usava una volta, o al massimo con tecnigrafo; vere opere

d’arte se pensiamo che oggi si usano solo i computer, anche se i

veri “grandi” schizzano ancora a matita. E poi 8.000 distinte base,

22 mila schede tecniche, 13 mila fascicoli relativi ai singoli numeri di

telaio, vecchie brochure. Tanti sono gli scambi epistolari con clienti

famosi. Tutti questi documenti sono stati digitalizzati, e Cozza, pur

continando a recarsi in fabbrica, ha passato le consegne al suo di-

scepolo Fabio Collina, nuovo “guru” dei collezionisti. Documenti

importanti, perché il valore di queste auto storiche - dei modelli più

rari e ricercati - continua a salire, e avere la conferma di certi dettagli

o delle veridicità delle informazioni su un certo modello sono fon-

damentali, specie in occasione di vendite all’asta. Ma non è finita:

oltre alle carte, Maserati Classiche possiede tanti modelli di stile, il

volante di Fangio vincitore al Nürburgring nel ’57, i trofei vinti in anni

di corse… Da un numero di telaio Cozza e Collina sono in grado

di riferire, nascita, vita (morte in qualche caso) e miracoli di tutti gli

esemplari usciti dai capannoni in mattoni rossi nel centro di Mutina,

come la chiamavano i latini. Maserati Classiche eroga infatti i se-

guenti servizi: dalla certificazione d’autenticità dei modelli d’epoca,

alla fornitura delle schede che narrano la vita di una singola vettura.

Ha realizzato i kit dedicati ai modelli storici acquistabili sul sito www.

maseratistore.com

, che includono le copie conformi del libretto

d’uso e manutenzione e della fiche d’omologazione. Il prezzo mas-

simo è inferiore a 300 Euro. Disponibili anche i cataloghi d’epoca

dei modelli che abbiamo provato in questo articolo.

DATI TECNICI

- 3500 GT Coupé e Spyder

6 cilindri in linea di 3485 cc, da 220 CV , prodotta tra il ’57-’65

- QUATTROPORTE Ia SERIE

8 cilindri a V di 4136 cc e poi dal ’66 di 4719 cc, da 260 e 290 CV,

prodotta tra il ’63-69

- MISTRAL Coupé e Spyder

6 cilindri in linea di 3485, 3694, 4014 cc, da 200 fino a 265 CV,

prodotta tra il ‘63-’69

- GHIBLI Coupé e Spyder

8 cilindri a V di 4719 e 4930 cc, da 340 e 330 CV, prodotta tra il ’67-’72

-GRANTURISMO SPORT

8 cilindri a V di 4700 cc, da 460 CV, prodotta dal 2012

-GRANCABRIO SPORT

8 cilindri a V di 4700 cc, da 460 CV, prodotta dal 2011