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LO SV I ZZERO AMATO DAGL I I TAL I AN I

S P E C I A L E C L A Y

Vintage andRacing

© Alain Cortrot Racing

S

ettembre 1970. Gian Claudio Giuseppe Regazzoni, Clyde e poi Clay per gli

amici - pronunciando il nome con la a - come si usa in Ticino, al volante del-

la rossa Ferrari 312B numero 4 conquista il Gran Premio d’Italia a Monza. Al

termine della corsa, il pubblico invade la pista e porta in trionfo Clay, alla sua

prima vittoria in un Gran Premio iridato. E’ l’inizio di una consuetudine festosa

che ancor oggi si ripete sul tracciato longobardo. Con questa vittoria Regaz-

zoni si riconcilia anche con Monza, circuito dove aveva raccolto solo delusioni.

Il legame tra Clay e i tifosi italiani si fa subito fortissimo. Una passione che na-

sce dal cuore, che si spiega con la genuinità del pilota elvetico. Straniero per

modo di dire, visto che la sua famiglia ha origini nobiliari nel Regno di Napoli;

poi emigrata a Bergamo e in Svizzera, dove il 5 settembre del ’39 a Lugano na-

sce Gian Claudio. Da un anno e mezzo la figlia Alessia ha dato vita al progetto

“Clay Regazzoni Memorial Room”, un piccolo ma eccezionale museo visitabile

su prenotazione. L’iniziativa è no profit, e i fondi raccolti vengono devoluti in be-

neficenza nell’ambito dell’aiuto alla paraplegia. Regazzoni si è dedicato all’inse-

rimento dei disabili nella vita e nello sport, fondando le associazioni “Aiutiamo

la paraplegia – Clay Regazzoni Onlus” e “IRP- Fondazione internazionale per

la ricerca in paraplegia”. Clay Regazzoni Memorial Room via Arbostra 34, CH -

6963 Lugano - Pregassona

info@clayregazzoni.com

-

www.clayregazzoni.com

di Andrea Cittadini - Foto Ferrari, Memorial Room, Club Clay Regazzoni

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KERB 2.13