Previous Page  24 / 84 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 24 / 84 Next Page
Page Background

24

ricentro dell’auto basso con assetto rigido, la dotazione con poca elettronica e

la posizione di guida allungata, stile pilota di formula uno, fanno “sentire” bene

le reazioni della vettura. L’abitacolo è stretto, quasi l’imperativo fosse quello di

eliminare tutti gli spazi superflui. L’impostazione sportiva, evidente nel design,

soprattutto nel diffusore posteriore, si ritrova anche negli interni: la corta leva del

cambio a portata di mano, un ravvicinato a 6 rapporti da usare continuamente,

lo sterzo piccolo e verticale, l’essenziale cruscotto a tre quadranti, la pedaliera in

alluminio leggermente disassata a sinistra, le finiture con effetto carbonio, le im-

punture rosse. La linea è semplice ma aggressiva, che richiama alcune illustri pro-

genitrici del passato: Toyota Sports 800, 2000GT e AE86 (nelle foto a lato), sono

tre modelli storici a cui si rifà la GT86, avendo caratteristiche simili. Il logo 86 sulle

fiancate, rende omaggio proprio alla Corolla Levin AE86. Un ritorno alle radici

sportive di Toyota. Inoltre il numero 86 ha recitato un ruolo importante durante lo

sviluppo di questa nuova vettura: il codice interno assegnato al veicolo era 086A,

ovvero con alesaggio e corsa pari a 86x86 mm, lo stesso delle unità motrici quat-

tro cilindri in linea della Celica e della MR2. Anche il diametro di apertura dei due

scarichi cromati della GT86 misura 86 mm. Con la GT86, presentata nel 2012, Toyo-

ta è finalmente tornata a produrre una coupé compatta 2+2, anche se i due sedili

dietro sono ok per un bimbo, altrimenti vanno usati in caso di estrema necessità

e per tragitti di breve distanza. Non è una critica è una constatazione, dato che la

vocazione della vettura non è quella di essere adoperata come una granturismo

per viaggiare in relax, piuttosto come una pocket-supercar da spremere in occa-

sione dei “track day” nei week-end. La GT86 è realizzata su un nuovo pianale, lo

stesso della gemella Subaru BRZ. Infatti il motore boxer è di derivazione Subaru,

mentre Toyota ha curato la parte telaistica e la dinamica del veicolo. Adotta il

motore boxer 2.0 quattro cilindri a benzina montato anteriormente e la trazione

posteriore, in modo da avere una ripartizione dei pesi ottimale (53 e 47%) e tanta

maneggevolezza su strada. Molto leggera (1239 kg) e compatta (è lunga 424 cm

e alta 129), eroga 200 CV a 7.000 giri e per avere “cattiveria” bisogna stare sopra

quota 5.000 giri. La coppia massima si raggiunge a 6.400 giri/minuto. La velocità

massima è di 226 km/h, con accelerazione 0-100 in 7,6 secondi. La sospensione

anteriore è di tipo MacPherson ad assale torcente, posteriore a doppio braccio

oscillante con differenziale Torsen. I dischi freno sono autoventilanti. L’albero di

trasmissione demarca la linea di mezzeria all’interno dell’auto: dalla consolle

corre fino ai sedili posteriori. La GT86 permette di modulare l’intervento dei con-

trolli elettronici, cosa apprezzata dai piloti esperti, però se disattivate i dispositivi

elettronici diventa veramente impegnativa. Per imparare a controllarla, non c’è

niente di meglio della scuola di guida sicura e sportiva Speed Control, che ci

ha messo a disposizione l’auto. Negli ultimi due anni sono state introdotte al-

cune novità per la GT86. Innanzitutto la possibilità di avere il kit di accessori TRD,

Toyota Racing Development, che comprende modifiche aerodinamiche a 360°:

spoiler anteriore, minigonne laterali, spoiler posteriore alto e basso sopra l’es-

trattore, per irrigidire ancora l’auto e incrementare la stabilità alle alte velocità.

Altre migliorie per telaio, sospensioni, freni, cerchi, motore e tubi di scarico (ecco

la GT86 TRD nella seconda foto a destra, a lato); ora tutto ciò si trova nell’allesti-

mento Racing MT, con l’aggiunta di un vistoso alettone posteriore. Poi a Ginevra

2013 si è vista la sua gemella scoperta, il prototipo FT86: non si sa ancora se en-

trerà in produzione. La GT86 è disponibile in tre versioni (una anche con cambio

automatico) inclusa quella corsa-replica con parti TRD. Il range di prezzi va dai

27.250 Euro, ai 32.000 (con cambio automatico) e 30.800 per la versione Racing

MT

(www.toyota.it

). La GT86 è disponibile in sette colori. Quelli di lancio sono

stati il bianco e il rosso, i colori societari e del Giappone. Totalmente out a nostro

giudizio invece l’Orange Met. Rivale della RCZ in copertina? Se vogliamo per

certi versi sì, coupé sportiva con prezzi simili, ma per altri no, perché siamo di

fronte a due auto concettualmente agli antipodi in termini di fruibilità, spaziosità,

trazione, rispettive prestazioni e tipologia di clientela. Ci siamo fatti dare la GT86

della scuola di pilotaggio Speed Control per “testarla” da Monza a Folgaria e

ritorno, dove la scuola ha la sua base invernale per i corsi su ghiaccio, presso

l’Hotel Forte Cherle. Un misto di autostrada e tornanti, per mettere alla prova

l’auto in situazioni diverse. Speed Control nasce nel 1994 fondata dal monze-

se-faentino Andrea Pullè, più volte Campione Italiano Turismo e istruttore di gui-

da presso strutture importanti. Speed Control organizza corsi di tutti i tipi in pista

ad Adria e negli altri principali circuiti italiani, oltre a quelli su ghiaccio in gennaio

e febbraio a Folgaria, dove dispone di un proprio tracciato. Speed  Control,

si occupa anche di corsi per moto e scooter. Partner di case automobilistiche

e motociclistiche, di pneumatici e aziende del settore automotive, nell’organiz-

zazione di eventi, garantisce alta competenza e professionalità (www.speed-

control.it

) in un’atmosfera amichevole e stimolante, come questa originale GT86.