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pia. Lo 0-100 viene sbriciolato in 4,9 secondi e la velocità massima è di 275
km/h. La “piccola” e rossa Jag è in palla. Io ne sarò all’altezza? Appollaiata
sotto la montagna Jungfrau e incastonata tra due laghi (da qui il nome), il Thun
e il Brienz, Interlaken è costellata di bar, negozi di orologi e di prodotti artigia-
nali in legno. Vive di turismo. L’aria che si respira è fresca e rinvigorente, il
benessere è tangibile e molti turisti sono arabi. Scommetto che nessuno fra
loro guida una piccola utilitaria nel rispettivo paese. Normale che gli sguardi
siano solo per la F-Type. Sarà l’effetto novità, o forse è il colore. Irrilevante. Un
agente segreto non può perdersi in sciocchezze simili. Dal Comando mi dan-
no le solite raccomandazioni prima di prendere possesso dell’auto: come
consuetudine le ignoro… Salgo. Cintura. Specchietti. Premo il tasto START.
L’auto si scuote e il rombo del V6 avvolge il mio corpo come per osmosi. Mi
metto in marcia. Interlaken è una passerella, e allora io sfilo. Tetto chiuso. Mar-
cia bassa, rombo cupo, regime medio. Il motore c’è e si sente, e si deve sen-
tire. I turisti arabi mi guardano. Io più che altro speravo invece nello sguardo
di qualche globetrotter femmina. Impiego un’ora per attraversare Interlaken
nella sua interezza, non perché sia grande, ma perché percorro le stesse stra-
de due o tre volte. Ma ora basta giocare... Mi attende una missione.Subito in
autostrada, direzione Firenze, Italia. L’auto consuma benzina esattamente
come un assetato la sua birra ghiacciata. Dieci chilometri a nord di Milano mi
fermo in autogrill. Molti degli sguardi sono sull’auto. Un uomo molto abbon-
dante in altezza e larghezza, divora il suo panino e mi squadra. Sono una spia
e quindi l’intuito è fondamentale. Guardo alle sue spalle gli altri uomini con
cui si accompagna: altrettanto grossi. Le donne: procaci. L’abbigliamento:
troppo appariscente. Sempre spie russe? Poi l’uomo mi parla: “Bella amico, è
una Corvette?” Mi sa più Stati Uniti che Russia. Quest’uomo vede sorgere il
sole venti centimetri prima di me. Ma io sono una spia e non ho paura. “No,
amico” rispondo io “E’ una Jaguar F-Type.” “Cool, man. È una Camaro? “ “No,
è una F-Type. La produce la Jaguar. “ “Wow. La fanno nel Kentucky?” “No, è
Inglese. E’ una Jaguar.” Senza speranza. Fossilizzato sui rivoltosi di Boston… La
F-Type è un’auto cosiddetta vistosa. A Interlaken o a Montecarlo, giusto per
fare due esempi in tema, le supercar sono di per sé una vera e propria attra-
zione, ma a Firenze le cose cambiano. C’è ben altro da vedere quindi la mac-
china passa in secondo piano. Poi vige lo snobismo al contrario, para-proleta-




