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KERB 5.13

della vettura: chassis in fibra di carbonio con ali regolabili.

Sospensioni a doppio triangolo di tipo pushrod, con mo-

noammortizzatore anteriore, doppio posteriore. Freni AP a

quattro pistoncini. Cerchi ATS in lega da 13” (la marca che

diede i natali al team di F1 negli anni ’80). Motore turbo FPT

1400 cc. da 190 CV. Elettronica Magneti Marelli con ECU e ac-

quisizione dati. Cambio SADEV sequenziale a 6 rapporti, con

la possibilità di 18 combinazioni di ingranaggi. Peso: 525 kg,

incluso il pilota. La velocità massima rilevata a Monza è stata

di circa 250 km/h, anche se con la telemetria qualcuno ha

visto i 252. Nel 2013 la serie era articolata su 6 prove da tre

manches ciascuna, nei circuiti più impegnativi d’Italia (Valle-

lunga, Adria, Mugello, Imola, Misano e Monza). Un’altra par-

ticolarità del campionato, è stata quella di essere seguito

direttamente dalla Scuola Federale Aci CSAI di Vallelunga. Al

termine di ogni turno di prova i “tutors”, piloti affermati di ca-

tegorie superiori, visionavano la telemetria e i filmati delle

camera-car, fornendo consigli utili e indicazioni precise a cia-

scun ragazzo. Inoltre nel corso del week-end si tenevano tre

briefing, in cui si discutevano le problematiche riscontrate

in pista. E’ risultata molto valida la possibilità per il giovane

pilota, di avere più tempo per adattarsi alle caratteristiche

dei tracciati, trovando il migliore set up, per poi affrontare

le tre manches di gara. Al primo approccio, le mie prime

sensazioni sono state subito positive. Infatti dopo i due test

pre-season, al debutto nella competizione con gli altri con-

correnti, ho avuto l’impressione di avere di fronte degli av-

versari ben preparati, di ottimo livello tecnico, supportati da

strutture di grande esperienza anche a livello internazionale.

Calatomi nell’abitacolo, ho riscontrato la netta differenza

nell’impostazione della posizione di guida rispetto alle vet-

ture chiuse: le gambe sono rialzate rispetto al bacino, come

in F1. Il volante è fornito di numerosi pulsanti attorno a uno

schermo centrale digitalizzato, che permette di far scorre-

re le diverse “pagine” con le indicazioni di tutti i dati del

motore, del cambio, le temperature, i regimi di rotazione e

persino i tempi sul giro. Mi sono abituato alla pedaliera, ben

raccolta, che consente l’uso della frizione solo per la parten-

za. Sono rimasto colpito sia dalla spinta del propulsore tur-

bo, che dalla frenata aggressiva ma ben modulabile; l’ottima

tenuta di strada permette una percorrenza di curva davvero

esaltante. Una Formula Abarth può arrivare a 3G di accelera-

zione laterale: non poi così distante dalla sorella maggiore

GP3 che arriva a circa 4G. Quest’anno tornerò alle vetture

Turismo, ma la Formula Abarth Niinivirta con livrea ecologica

bianco-azzurro-verde (aria-acqua-terra) e logo KERB MO-

TORI, è stata proprio la più bella monoposto vista in azio-

ne nel’annata trascorsa e rimarrà indelebile nel mio cuore.