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opo aver provato e corso con numero-
se vetture a ruote coperte, forte della
vittoria nel Trofeo F.Junior 2012, ho deci-
so nel 2013 di cimentarmi nel Campionato Ita-
liano di Formula Abarth, in virtù delle qualità
tecniche della Tatuus FA010. Una monoposto
di ultima generazione, molto curata nei det-
tagli e sofisticata nella messa a punto: una
vera ”formula uno in miniatura”, con tanto di
scocca in carbonio. Era un po’ il mio sogno
quello di “giocare a fare il professionista”
e disputare un campionato con un’auto di
questo tipo, per potermi confrontare su un
palcoscenico probante. Per i colori della
Scuderia AB Motorsport, con l’organizza-
zione tecnica e logistica del Team Covir di
Giuseppe, Nantas e Isacco Cò, con cui ho
gareggiato in F.Junior. Nonostante un bud-
get molto risicato e inferiore a quello di tutti
gli altri concorrenti: all’insegna dell’austerity,
provando il minimo indispensabile, senza
telemetria e step evolutivi di telaio e mo-
tore, risparmiando su tutto. Come si faceva
una volta. E’ stata dura, ma abbiamo impa-
rato tante cose e alla fine un risultato grati-
ficante lo abbiamo ottenuto, visto che ho
concluso l’annata al terzo posto nella Clas-
sifica Conduttori e sono partito in prima fila
in gara 2 a
Monza.Lecaratteristiche tecniche
QUEL DESIDERIO CHIAMATO FORMULA ABARTH . . .
CRONACA D I UNA STAG I ONE V I SSUTA I N P I STA , COME T E ST ER D I KERB MOTOR I
di Sabino De Castro - Foto Maurizio Rigato/ElleEmme
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