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KERB 1.13

to e regolare. I fari posteriori, usati anche sulla Iso Rivolta Fi-

dia, sono gli stessi della Fiat 124 Coupé prima serie. La qualità

degli interni molto curati, è quella che ci si aspetta da una Iso

Rivolta. Raffinata e riccamente rifinita all’interno, con rivesti-

menti in pelle in ogni dettaglio, impreziosita da inserti in le-

gno pregiato. Su richiesta del cliente è possibile avere la sel-

leria in velluto particolare con finitura a coste, chiamato

corduroy. La plancia è quasi di tipo aeronautico e molto ergo-

nomica, con tutti gli strumenti di forma rotonda chiaramente

visibili: i grandi contachilometri e contagiri sono subito davan-

ti agli occhi del pilota, con gli altri indicatori secondari posi-

zionati sopra. Il tunnel centrale è imponente e ospita diversi

dispositivi come l’autoradio, oltre ovviamente alla leva del

cambio, che a seconda dei modelli può essere manuale a 4 o

5 rapporti (quest’ultimo ha la disposizione delle marce inverti-

ta ed è prodotto dalla ZF) oppure automatico. Un classico per

l’epoca, il volante Nardi con coprimozzo personalizzato con il

grifone, storico simbolo del marchio milanese. Alle grandi in-

novazioni estetiche, non corrispondono novità altrettanto si-

gnificative a livello meccanico. Lo chassis della Lele infatti è

basato sul telaio monoscocca in acciaio della IR300, l’avantre-

no a ruote indipendenti con quadrilateri oscillanti, il retrotreno

a ponte De Dion, i freni a disco su tutte le ruote, la trazione po-

steriore, servosterzo a richiesta, e cambio manuale a 4 rappor-

ti (Borg Warner) o a 5 marce (ZF). Della IR 300 riprende anche

il V8 Chevrolet di 5.358 cc a carburatore quadricorpo, di pro-

venienza Corvette, che eroga 300 CV (abbinabile anche a un

cambio automatico General Motors). Dopo il primo anno di

produzione, debutta il motore con cilindrata maggiorata a 5.7

litri, in grado di sviluppare 350 CV, con cambio solamente ma-

nuale e velocità massima di 250 km/h. La versione da 300 CV

costava 7.000.000 di lire, mentre servivano 350.000 in più per

quella da 350 CV. Per dare un’idea sulla concorrenza, la Lam-

borghini Espada costava a listino 8.300.000 lire, mentre per

la Maserati Indy 4.7 erano necessarie 8.620.000 lire.

Nel 1970 la cilindrata del motore venne incrementata a 5.736

cm³. A parità di potenza massima (300 o 350 CV), miglioravano

la distribuzione di coppia e l’elasticità di utilizzo. Dalla gamma

venne eliminato il cambio manuale a 4 rapporti. Nel 1972, a

causa della richiesta da parte della GM di pagare anticipata-

mente i motori, da acquistare in blocco (il che significava, per

la Iso, un pagamento anticipato di un anno), la Casa di Bres-

so abbandonò il propulsore Chevrolet per adottare

il Ford Cleveland da 5.7 litri e 325 CV. A seguito di questo cam-

biamento, la vettura assunse la nuova denominazione Iso Ri-

volta Lele IR6. Non fu un’operazione semplice perché il V8

Ford era più ingombrante e “scaldava” di più del predecesso-

re; i tecnici Iso dovettero modificare il telaio per creare spazio

al propulsore e adottare radiatori maggiorati. Il cambio auto-

matico divenne anch’esso Ford, mentre quello manuale a 5

marce rimase lo stesso. Con l’occasione la Lele si concesse un

piccolo restyling: paraurti cromati anziché neri opachi, nuovi

sedili (quello posteriore ribaltabile e sdoppiato) e consolle

centrale ridisegnata. Come ogni casa sportiva che si rispetti,

anche la Iso ebbe un programma racing, per giunta nella mas-

sima serie. Grazie all’accordo con la Philip Morris, nacque il

team di Formula 1 Iso-Marlboro gestito da Frank Williams. Per

promuovere la partecipazione al Campionato Mondiale di

Formula 1 del marchio, i piloti ufficiali Nanni Galli e Howden

Ganley ricevettero in uso alcune vetture molto particolari, al-