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KERB 1.13

come prevedeva il regolamento dell’epoca, e il numero di

identificazione USAC ‘82’ affisso sopra una targhetta posizio-

nata nell’abitacolo. Il 19 maggio 1990 la March 90CA-003

compie 102 giri di pista, e ottiene la sua miglior prestazione

con una media di 212.652 miglia/orarie (oltre 342 km/h) qua-

lificandosi in 28a posizione sulla griglia di partenza. Da un

lato un buon risultato dopo l’incidente in prova, e il ritorno in

gara appunto dell’Alfa a Indy; dall’altro non si tratta di una

gran performance, tenuto conto che a Indy si parte in 33.

Dopo le qualifiche, si effettua il “Carburation day”, abbrevia-

to ora in “Carb day”, una sorta di warm-up dove le vetture

qualificate per la partenza possono provare in assetto da

gara, che è diverso da quello che si adotta nelle sessioni di

qualificazione. In realtà i carburatori non si usano più dal

1963, ma il nome è rimasto nella tradizione americana… In

questa occasione la vettura 90CA-003 venne ridecorata nei

colori da gara nero-oro, utilizzando pellicole adesive di pla-

stica nera. Domenica 27 maggio 1990, a quarantadue anni di

distanza dall’ultima partecipazione a Indy con il pilota John-

ny Mauro, due vetture spinte dal motore Alfa Romeo, prese-

ro nuovamente il via della Indy 500. Il giorno della competi-

zione, nel corso del 107° giro, la 90CA-003 consentì a

Guerrero di ottenere il 20° giro più veloce con un tempo di

43.190” alla media di 208.382 mph (335.358 km/h). Un proble-

ma alle sospensioni la costrinse alla resa nel corso del 118°

giro. Al Unser Sr. Invece concluse 13° dopo essersi qualifica-

to in 30a posizione. Nei giorni successivi, Pat Patrick sconten-

to della March intavolò una trattativa con la Lola, per la forni-

tura di due telai T90/00, n° 26 e n° 27, sui quali montare il V8

Alfa Romeo e affrontare la fine della stagione. Il modo per

rompere il contratto si trovò il 15 luglio a Meadowlands,

quando problemi di natura legale tra Patrick e la March che

non voleva consegnare il quarto telaio previsto originaria-

mente, fecero sì che la March-Alfa Romeo 90CA-003 venisse

usata in gara per l’ultima volta. Affidata sempre a Guerrero,

che partì 19° e terminò al 15° posto. Oggi questa vettura è tra

noi perfettamente funzionante. Nel 2010, nel centenario di

fondazione dell’Alfa Romeo, giusto vent’anni dopo la sua ul-

tima gara, la March-Alfa Romeo 90CA-003 riapparve in pub-

blico perfettamente restaurata. E’ dotata del propulsore V8

M191 di ultima generazione, con le canne dei cilindri in ghisa

speciale, bielle in titanio e alimentazione Weber-Marelli con

un singolo iniettore per cilindro. Queste caratteristiche per-

misero ai propulsori Alfa Romeo di raggiungere quell’affida-

bilità tanto rincorsa nel primo anno di gare. La monoposto è

stata restaurata nella sua configurazione ‘500 Qualify test ses-

sion’, quindi “total white”. A comprovare l’autenticità della

vettura, oltre alla documentazione fornita dagli storici, la

90CA-003 mantiene lo stesso “chassis n° plate e USAC identi-

fication serial number 1982” posizionato all’interno dell’abi-

tacolo, fotografato in posizione rovesciata, nel corso delle

verifiche tecniche precedenti la Indy 500 del ’90. In Italia ab-

biamo visto esposta al Motormonza ’91 una March-Alfa Ro-

meo nella livrea nera 1990, ma si trattava di un telaio del 1988

appositamente ridipinto ad uso show-car. La March-Alfa Ro-

meo di questo articolo è stata invece esposta lo scorso set-

tembre a Vedano, per celebrare l’anniversario del Ferrari

Club locale, dopo il GP di F.1.