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a storia del marchio Alfa Romeo è affascinante. Fin dalle sue origini, sono tanti gli spunti d’interesse che
la Casa del Portello, offre ad appassionati, giornalisti e storici delle quattro ruote. A partire dalla figura
di Nicola Romeo, passando alle competizioni negli anni prima della guerra, o alle forme avveniristiche
di tanti modelli celebri, per arrivare infine agli anni ’80, al ritorno diretto in F.1 e a vetture che non hanno mai
gareggiato, come la 164 Procar o la bellissima sport prototipo Gruppo C disegnata da Nino Petrotta.
di Andrea Cittadini - Foto Carrstudio
Altri capitoli interessantissimi sono quelli legati allo sfortuna-
to accordo con la Nissan, o al ritorno negli USA con la parte-
cipazione alla serie CART e alla 500 Miglia di Indianapolis.
Proprio di questo argomento parliamo in questo articolo.
Raccontiamo la storia dell’ultimo telaio March dotato di mo-
tore Alfa Romeo, anch’esso nella sua ultima evoluzione di
sviluppo. Una monoposto con la quale l’Alfa Romeo è torna-
ta a disputare Indianapolis nel 1990. Quindi una vettura dav-
vero unica, con una storia tutta sua, perché a Indy ha anche
cambiato completamente aspetto nel corso del week-end:
da muletto con livrea completamente bianca, a vettura da
gara tutta nera quando Roberto Guerrero ha distrutto la sua
monoposto in prova. Tutto ciò rende questa March ricercata
e di grande valore storico. L’auto ora si trova nei pressi di
Milano, ed è di proprietà di Dydo Monguzzi, fondatore della
Dywa Racing, che si occupa della realizzazione, riparazione,
manutenzione e del trasporto di auto da corsa. La Dywa ha
corso in F.5000, F.Aurora, F.3000 e nelle categorie minori, e
Monguzzi è appassionato da sempre del marchio del Biscio-
ne. Si è occupato del restauro delle tre vetture una volta ter-




