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KERB 4.13
Altrimenti è solo una sportiva estrema. Questa categoria di
automobili fu creata da un’azienda italiana (dove ho lavo-
rato) che per un certo lasso di tempo è stata di proprietà
di un marchio francese. Poi arrivarono anche tutti gli altri e
quando oggi si parla di granturismo si pensa sempre a mo-
delli di grandi dimensioni, con motori di grossa cubatura e
prezzi esorbitanti, affrontabili oggi in Italia, solo da pochi
temerari. In realtà non è così. Ci sono anche vere e proprie
granturismo prodotte da case cosiddette generaliste, che
offrono una gamma completa in ogni segmento, con cilin-
drate e prezzi completamente differenti e accessibili a tut-
ti. Infatti se oggi ci venisse chiesto quale granturismo vor-
remmo comprarci, beh, considerando il rapporto qualità/
prezzo la risposta sarebbe quasi obbligata: la nuova Peu-
geot RCZ, ora disponibile anche nella nuova versione R,
più cattiva, che sarà commercializzata all’inizio del prossi-
mo anno. Infatti quale altro veicolo simile, presenta carat-
teristiche analoghe a un prezzo da segmento B alto o C
basso che dir si voglia? Nessuno. Questa RCZ è una gran-
de vettura, scenica, grintosa, divertente e anche conforte-
vole perché il baule è ampio per la categoria e i sedili die-
tro sono realmente fruibili, anche per sistemare un
seggiolino per bambini. Quindi l’RCZ permette di esaltare
l’ego del maschio sportivo impallinato di motori, ma sod-
disfa anche il severo giudizio stilistico, di eleganza e prati-
cità, che viene dato dalla moglie o dalla compagna; inoltre
va bene anche per la prole. Una macchina a tutto tondo,
aggressiva e performante, ma a misura di famiglia. Ovvero
la quadratura del cerchio. Se cerchiamo il pelo nell’uovo,
la paletta colori dovrebbe poter prevedere magari fuori
gamma, per i romantici e nostalgici come chi scrive, anche
il classico azzurro Francia delle monoposto e barchette
francesi vincenti sui circuiti di tutto il mondo. Oppure quel
giallo stupendo celebrato dalla 406 Coupé prima serie, al-
tra grande auto griffata dal Leone di Sochaux. A dire il
vero in gamma c’è il Blu Tuanake, e noi avremmo tanto vo-
luto una vettura in questa tonalità, ma sfortunatamente non
è disponibile a parco stampa, perché considerato colore
di nicchia, e non è nemmeno previsto per la neonata R. Sa-
rebbe stata in tema con questo numero “blu”. Introdotta
originariamente nel 2010, riproponendo la concept dalla
linea molto originale e spiovente sulla coda, svelata al Sa-
lone di Francoforte 2007, sfruttando anche il know-how
sportivo accumulato nel progetto 908, la RCZ è stata sotto-
posta a un restyling all’inizio di quest’anno. Modificata con
un nuovo disegno per muso e calandra con presa d’aria
sottostante. Il paraurti è stato arricchito da due file di led
con funzione di luce diurna, di intensità modulabile tramite
il computer di bordo. Lo scorso luglio a Goodwood in oc-
casione del Festival of Speed è stata presentata la RCZ R,
sviluppata da Peugeot Sport, e protagonista del photosho-
oting effettuato sul circuito di Navarra in Spagna che vede-
te nelle pagine seguenti. Più aggressiva e potente, con
tanto di 270 CV, set up ribassato, spoiler maggiorato e nuo-
vi interni. Di lei, parliamo alla fine. Tra la versione base e
questa nuova R, ha fatto da trait-d’union la RCZ Arlen Ness,
concept speciale in esemplare unico. Rispetto alle grantu-
rismo di più alta cilindrata e parimenti alto costo, la coupé
francese non ha la trazione posteriore ma anteriore, ma
questo è un pregio per garantirne la guidabilità a tutti e
non solo a piloti esperti. La sua sportività estrema si mani-
festa nella linea compatta, sinuosa e senza dubbio unica
della carrozzeria con carreggiate allargate, data da una ri-
cerca aerodinamica molto spinta. Design impreziosito da
quella doppia gobba sul tetto, omaggio manifesto a Zaga-
to e ai tratti inconfondibili delle migliori creature del desi-




