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KERB 2.13

del giro sul tracciato nell’Isola di Man. La sua moto era la

Shinden schierata dal Team Mugen, società satellite Honda,

fondata da Hirotoshi Honda, figlio di Soichiro Honda, con

uno schieramento di forze imponente a testimonianza

dell’importanza riconosciuta a questa tipologia di competi-

zioni, con annessi ricerca e sviluppo. Tuttavia è stata la due

ruote “Stars&Stripes” a conquistare la vittoria. Significativo

del livello ci competitività raggiunto, è il fatto che comunque

i primi tre Rutter, McGuiness, Miller, abbiano superato le 100

miglia/orarie. Rutter ha raggiunto le 104.06 mph (167.47 km/h),

badando a non spalancare sempre il gas per avere energia

sufficiente per tagliare il traguardo. Bilanciare l’uso del gas è

stata proprio la cosa più difficile da fare, ha dichiarato Rutter.

Tornando all’architetto Michael Czysz (si pronuncia sizz), nel-

la sua vita precedente per vent’anni ha fatto fortuna nel dise-

gnare hotel e night club a Las Vegas, oltre alle case di star

dello spettacolo come Cindy Crawford e Lenny Kravitz. Però

nel suo DNA ci sono sempre state le moto, visto che suo non-

no Clarence è stato pilota e preparatore Norton, mentre suo

padre Terry gli faceva da meccanico nel Campionato AMA

con un’Aprilia 250GP. Proprio questa passione fortissima, ha

portato Czysz a realizzare il sogno di costruire una MotoGP

americana, e poi una Superbike. La MotoCzysz C1 nata nel

2007 era super estrema, con un motore 988cc. a doppio basa-

mento Quad-Cam V-15. In pratica un V4 a carter secco con

angolo strettissimo e 16 valvole; una coppia di bicilindrici pa-

ralleli accoppiati insieme longitudinalmente, con blocco ci-

lindri sfalsato a forma di Z e alberi motore contrapposti. Tela-

io in fibra di carbonio e sistema di sospensioni altrettanto

innovativo. Se pensiamo che Czysz non ha nessuna formazio-

ne ingegneristica, c’è davvero di che stupirsi! Purtroppo il

passaggio di a 800cc, vanificò la partecipazione del team al

Mondiale, ma sono state comunque pianificate 50 repliche in

vendita a 65.000$. La prima MotoCzysz in assoluto, è invece il

prototipo da 250cc. del 2006. L’ispirazione partita da John

Britten ha colto nel segno, e Michael Czysz ha dato il suo

nome alla C1 e alla E1pc elettrica, “Fino al 2002 mi ero costru-

ito una reputazione nel campo della progettazione di abita-

zioni. Un giorno a Las Vegas visitai la mostra “Guggenheim

art of motorcycle” all’Hotel Venetian. Dritto, in fondo, trovai

la Britten V1000, che avevo già visto in foto, ma mai dal vivo.

Iniziai quindi a guardarla con attenzione; chiaramente la sua

originalità risaltava in ogni particolare. Rappresentava la ri-

sposta di un uomo alla definizione di moto ideale. Così, in un

angolo della mia mente iniziò a balenarmi la strana idea di

vedere se fosse nuovamente possibile ridefinire il concetto

di moto partendo da un foglio bianco. Ovviamente mi rispo-

si di si, lo avrei fatto io, e mi misi all’opera”. Czysz volò a

casa a Portland e disse alla moglie Lisa e ai figli Enzo e Max,

che avrebbe disegnato una moto da corsa americana. Iniziò

un anno speso a lavorare di notte sul suo progetto, mentre

durante la giornata realizzava ville da 5 milioni di dollari. “Di

giorno mi occupavo delle case; la sera, dopo la cena in fami-

glia, alla moto. Ho progettato l’intero veicolo, disegnando

ogni sezione. Ho poi passato i bozzetti a tre ragazzi apposi-

tamente ingaggiati, al fine di ricavarne i disegni tecnici. Usa-

re il computer è stato fondamentale per disegnare il motore.

Non avrei potuto fare questa moto in 2D. Ammiro Britten per

essere riuscito a creare il suo V10 senza un computer!”. Ma

d’altronde tutti i grandi del passato lavoravano senza com-

puter… Naturalmente all’entusiasmo segue la frustrazione

quando qualcosa va storto e i risultati non raggiungono le

aspettative, dato che, come abbiamo visto, la C1 non ebbe

seguito nel Mondiale GP. Czysz decise comunque di abban-

donare la sua proficua carriera di architetto per buttarsi com-

pletamente nella realizzazione di moto d’avanguardia ripar-